Pellegri d’oro: «Stessa fatica Disabile e guida un tutt’uno»
Il comasco Claudio Pellegri (a destra) con Alberto Ceriani

Pellegri d’oro: «Stessa fatica
Disabile e guida un tutt’uno»

Europei paralimpici di aquathlon e triathlon da sogno per il comasco e il non vedente Ceriani

Due medaglie d’oro per arricchire la collezione. Claudio Pellegri (60 anni di Capiago Intimiano, commercialista) ha vinto, assieme al non vedente Alberto Ceriani (50 anni, milanese, ma anche lui tesserato per il Molinari triathlon Como) i titoli europei di aquathlon e triathlon paralimpici.

«Le medaglie sono tante, ma ne manca qualcuna - spiega il comasco -. Sino al 2010 la guida (è colui che “traina” il non vedente nda) non veniva premiata. Io e Alberto, gareggiamo assieme dal 2004 e abbiamo iniziato a vincere nel 2008 e qualche alloro è saltato».

Ma la sua non è una polemica. «È solo una constatazione - dice -. Al di là dell’agonismo ho deciso di fare la guida per aiutare un amico. Alberto ha perso la vista a 24 anni e i primi anni per lui sono stati molto duri. Non riusciva ad accettare la situazione. Poi grazie allo sport si è tirato fuori. Ha avuto modo, con le gare, di girare il mondo. Il triathlon ha contribuito a rimetterlo in carreggiata. E questo è un motivo, per me, di grande soddisfazione».

Ma anche la guida è un atleta vero. «Ho praticato il triathlon anche a livello individuale - spiega Pellegri -. Negli ultimi anni però faccio al massimo una o due gare. È impegnativo fare la guida ad Alberto. È un atleta forte e io mi devo adeguare ai suoi ritmi e quindi mi devo allenare con lui. Ma poi la soddisfazione è troppo grande. Quando siamo in gara, diventiamo tutti uguali: disabili e guide, facciamo fatica tutti allo stesso modo. Anche se io ho un pizzico di responsabilità in più e devo mantenere un margine, seppur piccolo, di autonomia, per poter vedere i pericoli».

In Transilvania sono stati i più forti. Anche se i problemi più difficili sono arrivati dal viaggio. «Ogni volta che partiamo in aereo per una trasferta, ci blocchiamo sempre al check in - dice Pellegri -.Il tandem, che usiamo per la gara in bicicletta, manda sempre nel panico gli addetti. E qualche anno fa era anche peggio: almeno oggi abbiamo una custodia. Superato lo scoglio, tutto diventa più facile».

Anche i voli, hanno prodotto qualche preoccupazione. «All’andata siamo partiti alle 7 da Malpensa e arrivati alle 17.30 in Romania. Alle 18 c’era il briefing per l’Aquathlon. Peccato però che non avevamo tenuto conto del fuso orario e così ci siamo beccati 10” di penalizzazione. Al ritorno abbiamo accusato quasi 4 ore di ritardo e siamo atterrati alle 4 del mattino».


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