Budapest condanna due attivisti del caso Salis. L'eurodeputata: "Pene eccessive"
BRUXELLES - "Quelle di Budapest per Maja T. e Gabriele Marchesi restano pene assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati, pronunciate al termine di un procedimento che ha presentato gravissime criticità sul piano delle garanzie processuali e della valutazione delle prove". Lo afferma l'eurodeputata di Avs Ilaria Salis, commentando la decisione della Corte d'Appello di Budapest di condannare i due attivisti Maja T. e Gabriele Marchesi a rispettivamente 7 e 6 anni di carcere. Entrambi gli attivisti erano coinvolti nella stessa vicenda processuale di Ilaria Salis, relativa alle presunte violenze avvenute a febbraio 2023 a Budapest nel corso della "Giornata dell'Onore".
"Continua a pesare inoltre il forte condizionamento politico esercitato dal regime di Orbán, che ha segnato l'intera vicenda giudiziaria fin dall'inizio e nei suoi passaggi decisivi. Non si tratta soltanto di una nostra valutazione: pronunciandosi sul procedimento in occasione della richiesta di revoca della mia immunità, il Parlamento europeo ha riconosciuto l'esistenza di un fumus persecutionis, rilevando numerosi elementi concreti di persecuzione politica", evidenzia Salis.
"Maja ha già trascorso due anni nelle carceri ungheresi in condizioni durissime e non c'è alcuna ragione per cui debba continuare a scontare la sua pena in Ungheria. Le autorità tedesche e le istituzioni europee si attivino immediatamente affinché possa essere trasferita in Germania. Per quanto riguarda Gabriele, la giustizia italiana ha già negato la sua consegna all'Ungheria, proprio sulla base dei rischi connessi alle condizioni delle carceri ungheresi: Gabriele deve restare in Italia. Non deve essere consegnato all'Ungheria", conclude l'esponente di Avs.
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