Scontro sul petrolio, l’Ungheria fa slittare le nuove sanzioni Ue

STRASBURGO - La Commissione europea ha finalmente presentato il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, ormai una sorta di Godot legislativo. E dalle reazioni, si capisce il motivo. Le misure prevedono infatti nuovi oligarchi nella black list, tra cui il Patriarca Kirill, l'espulsione da SWIFT della Sberbank (la principale banca russa), un colpo alla propaganda di regime ma, soprattutto, l'atteso embargo al petrolio. Graduale e con delle deroghe a Ungheria e Slovacchia, troppo dipendenti dal greggio di Putin per farne a meno all'improvviso. Concessioni che però non sono bastate a Budapest: "Così com'è non sosterremo la proposta", ha tuonato il portavoce del governo di Orban, minacciando di fatto il veto.

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