Caso Cucchi, La Russa: certo che Carabinieri corretti

Caso Cucchi, La Russa: certo che Carabinieri corretti Camera penale Roma: per morte Cucchi troppi silenzi

Roma, 30 ott. (Apcom) - Cresce la polemica sulla morte di Stefano Cucchi, il 31enne arrestato per droga e morto dopo essere stato trasferito dal carcere di Regina Coeli all'ospedale Sandro Pertini. Ma il ministro della Difesa Ignazio La Russa assicura: il comportamento dei carabinieri è stato corretto."Di una cosa sono certo: del comportamento corretto dei Carabinieri in questa occasione". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato da Radio Radicale sul caso di Stefano Cucchi."Non c'è dubbio - ha affermato il ministro - che chiunque, qualunque reato abbia commesso, ha diritto a un trattamento assolutamente adeguato alla dignità umana. Quello che però è successo io non sono minimamente in grado di riferirlo, perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa, in quanto attiene da un lato ai Carabinieri in servizio per le forze dell'ordine e quindi in dipendenza del ministero dell'Interno, dall'altro del ministero della Giustizia. Non ho strumenti per accertare. Di una cosa però sono certo: del comportamento corretto dei Carabinieri in questa occasione".Per la Camera penale di Roma "non può essere consentito, non puòsemplicemente accadere, che Stefano Cucchi abbia potuto subireuna fine così orrenda mentre era sotto la tutela prima dellapolizia giudiziaria che lo ha tratto in arresto; poi del pubblicoministero del giudice e del suo difensore di ufficio nel corsodella udienza di convalida; poi ancora della direzione delcarcere di Regina Coeli; poi dei medici del penitenziario equelli del reparto controllato all'ospedale Sandro Pertini".L'organismo di rappresentanza degli avvocati, presieduto daGiandomenico Caiazza, spiega: "Lo scandalo è che questo ragazzoabbia subito questo pestaggio mortale, con segni orrendamenteevidenti sul corpo e sul volto, senza che nessuno di coloro chehanno avuto contatto con lui abbia sentito - a quanto risulta atutt'oggi - il dovere innanzitutto morale di conoscere la verità,e comunque di segnalare immediatamente e con forza la evidenzadei fatti". Il comunicato è stato emesso anche perché "sarebbetroppo facile limitarci ad esprimere il nostro cordoglio, e adaccodarsi "alla generale riprovazione della atroce vicenda".

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