I comaschi non vogliono quell'antenna


Ho letto la lettera del signor Pinuccio Pedraglio di Brunate. Una lettera dedicata ed educata; la definirei "il suono di un violino". Ma in un caso come questo bisognerebbe suonare la grancassa per farsi sentire.
Scrivo perchè ho il diritto ed il dovere di difendere la mia famiglia (come dovrebbe farlo ogni buon padre) da qualsiasi forma di influenza nociva che possa ledere l'armonia del vivere: l'onore, la dignità, ecc... ma soprattutto la salute. La salute dunque: vita o morte! La scienza interpellata a proposito dell'inquinamento elettromagnetico non è concorde. Quanti sono in buona fede e quanti manipolati? Troppi interessi sono sul piatto. A chi credere? Intanto la gente muore.
Questo male che penetra subdolamente come una maledizione senza scegliere le sue vittime, ma tanti bambini, tanti! Tutti sappiamo che molte di queste morti sono causate dall'inquinamento dei cibi, delle falde acquifere, del terreno. E perché non nell'aria? Come possono avere dubbi su questo?
Mi è stato insegnato che i veri uomini hanno il coraggio di affrontare le verità scomode, che solo i mediocri tacciono per paura di essere criticati. Che il politico che si nasconde dietro ad un'omertà becera e interessata non solo non è degno di rappresentare chi lo ha eletto, ma non è neanche degno di essere considerato uomo: solo un pupazzo. Di qualunque partito esso sia, ha solo il dovere di fare il bene dei cittadini.
Nel dubbio che qualche cosa porti cose negative alla città, ha il dovere di sospendere.
Ci sarà già il digitale terrestre che porterà nelle nostre case altre inutili  stazioni televisive; ci sono antenne per le radio, per i telefonini. Meno alberi e più antenne? Tanti soldi incassati? Ne vorranno sempre di più. Perché?
Ma come ha potuto l'assessorato all'Ambiente di Como dare il permesso di distruggere tanti metri quadrati di bosco per far erigere un'antenna alta 60 mt su di un monte meta settimanale di persone che fanno passeggiate per arrivare alle nostre amene baite a mangiarsi un piatto di sana polenta e a prendere una boccata di aria buona, non una boccata di onde elettromagnetiche. I comaschi, quelli veri, l'antenna "non la vogliono"! Se la metteranno, sarà dittatura.
Il male portato dall'inquinamento ha lunghi tentacoli e non guarda in faccia a nessuno. Potrebbe capitare anche ai loro figli o ai loro cari; chissà se questi politici senza coscienza e riflessione saranno capaci di dirsi... «Forse sono stato io».

Silvana Pertusi Kalin

© RIPRODUZIONE RISERVATA