Come ridurre i compensi alla Casta

Ridurre gli stipendi dei politici, dal Comune allo Stato, riducendo così i costi della politica, è cosa semplicissima. Lo stipendio che percepiranno sarà pari a quanto da loro dichiarato nella denuncia dei redditi, prendendo in considerazione gli ultimi tre anni, più un contributo spese, che siano di viaggio o di pernottamento. Si parla di senso civico, criticando a ragione quelle migliaia di Euro che percepiscono, anche in momenti drammatici, vista la congiuntura economica del nostro Paese.
Si è invocato un ridimensionamento di questi compensi. Diamogli un'aggiustata. Nessuno potrà accampare scuse.
Ridurre i costi della politica, oggi che si chiedono sacrifici a pensionati e lavoratori, diventa doveroso. Così magari si arginerebbe anche l'evasione fiscale perché per giustificare il proprio compenso una persona, assessore o onorevole che sia, deve averlo denunciato nella propria dichiarazione dei redditi.

Renato Meroni
Como

Caro Meroni,
la sua è una proposta sensata, ma proprio per questo credo che non passerà. Certo, è indispensabile che anche la Casta si arrenda ad una stagione del rigore e dell'equità alla quale fino ad oggi è riuscita, con mille sotterfugi, a sottrarsi. Ma non sarà impresa facile.
E' ben vero che adesso, dopo tante parole, dovranno seguire i fatti. Ma voglio proprio vedere quanti voteranno in aula per una riduzione dei loro compensi. Sarà come invitare un tacchino al pranzo di Natale. Tuttavia un gesto s'impone. Sappiamo tutti che non è riducendo questi compensi che si risolveranno i problemi dell'Italia, ma è indispensabile che dalla politica venga un esempio di rigore, mancando il quale ogni altro provvedimento sarà privo di credibilità. E sarà un piacere, partendo proprio dalle realtà locali, fare l'elenco dei reprobi e segnarli a dito: vedremo se saranno rieletti.

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia

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