Lunedì 19 Dicembre 2011

Perfino il presepe si ribella

Com'è stato difficile quest'anno allestire il presepe e addobbare l'albero natalizio! Le timide pecorelle si vergognavano di mostrarsi col loro candido manto, temevano di essere tosate dalla manovra Monti, cosa puntualmente capitata ai soliti noti, in modalità equo -solidale ovvio; attorno alla mangiatoia non è andata meglio: il bue riottoso voleva aiutarmi col giogo, a lui - sosteneva - basta una stalla, ma voi che coi sacrifici vi siete fatti la casa, la pagherete per sempre cara, chiamiamola se volete patrimoniale dei poveri. Da ultimo, l'asinello sosteneva che una manovra così la faceva pure lui. E non è andata meglio col profano, gli addobbi luminosi dell'albero si sono ammutinati in blocco: tanto qualcuno ha detto che stacca la spina quando vuole...
Questo e il surreale presepe Italia, veti e ricatti tengono in ostaggio il paese intero, senza vergogna. Come quella che dovrebbe provare il dottor Sottile, alias Giuliano Amato, il primo a saccheggiare le nostre tasche e pensioni; percepisce trentamila euro mensili di vitalizi vari, e li considera ovviamente equi e solidali.
Per fortuna il Natale, ci offre sempre motivi di riflessione, nuovi stili di vita, ora più che mai necessari, possibilmente, doverosamente equi. Con un certo anticipo, auguri a tutti i soliti noti e anche agli altri, la dignità non essendo in vendita, non possono rubarcela.

Luca Cattaneo
Cantù

Per restare nella sua divertente metafora, direi che anche i pastori che tosano le pecore fino a scorticarle non rendono un buon servizio al presepe. E da questi pastori bocconiani era lecito attendersi qualcosa di più e di meglio. Invece hanno impugnato le cesoie e ci hanno dato dentro «usque ad sanguinem», come direbbero i latini.
Poi hanno cercato con qualche correttivo di metterci una pezza, ma la manovra rimane depressiva e iniqua. E, soprattutto, dobbiamo sperare che serva a raggiungere lo scopo, cosa di cui già si comincia a dubitare. Lei dice: ci resta la dignità. Forse, ma è una magra consolazione

Pier Angelo Marengo
p.marengo@laprovincia.it

p.marengo

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