Mercoledì 24 Aprile 2013

Il nuovo premier verrà dal Colle e dovrà lavorare

Con la rinomina di Napolitano abbiamo fatto il primo passo giusto pur se tantissimi bestemmiano per mostrarsi politicamente corretti. Ora urge fare il secondo nel mettere su il nuovo Governo: qualche buontempone ha pensato ad Enrico Letta, che si presenta bene; ma altri hanno pensato a Giuliano Amato, che non si presenta troppo bene e, per i trascorsi, spaventa un po' (tanto) i politicamente corretti. Ma Napolitano sembra preferirlo. Io escludo subito Letta e accetterei volentieri Amato, però, nonostante l'età, mi piacerebbe andare per Monti. 

Mario Grosso

Potrebbe esserci una sorpresa. Né Amato né Letta né tantomeno Monti presidente. Monti farà il ministro (degli Esteri, lui auspica), ruolo al quale sarebbero indicatissimi anche gli altri due. Napolitano deve decidere tra esperienza e novità. L'esperienza gli suggerisce come primo nome (forse unico) Amato, fra l'altro il più prestigioso da spendere sul piano internazionale. La novità gli sussurra Renzi, che si è non troppo sommessamente autocandidato. Anzi, l'ha candidato pure l'ala giovanilista del Pd in diretta tv. Però il Pd rischierebbe di spaccarsi su Renzi. In ogni caso, il prescelto risulterà vincolatissimo dal capo dello Stato: programma preciso, autonomia solo virtuale. Napolitano sarà il vero premier del prossimo governo. Un premier morale e politico. È la condizione non dettata e però accolta dai partiti che lo hanno supplicato d'accettare il reincarico. E lui svolgerà sino in fondo il ruolo: se non fosse convinto della necessità d'interpretarlo a questo modo, avrebbe detto di no all'invito. Perciò la figura di chi guiderà l'esecutivo sarà relativamente importante. Per fortuna del Paese.

Max Lodi

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