Giovedì 30 Maggio 2013

Dongo, bancarotta della ferriera

Condannato Claudio Castiglioni

Lavoratori della ex Cagiva fuori dai cancelli. Due condanne a 18 mesi alla dirigenza Afl

Un anno e mezzo di carcere per la bancarotta dell’Afl, cioè della ferriera di Dongo. Questa la pena inflitta a Claudio Maria Castiglioni, amministratore delegato e presidente della società che il 23 marzo 2009 è stata dichiarata fallita, e a Marina Elisa Affri, entrambi accusati di bancarotta semplice e bancarotta preferenziale.

Il tribunale ha invece assolto Renato Antonio Begnis, presidente della medesima società.

Secondo l’accusa, i problemi societari erano già evidenti nel 2007, quando ci fu una chiusura di esercizio con un buco pari a 726mila euro. Unita alle perdite registrate in precedenza, quella somma aveva comportato la riduzione a un terzo del capitale sociale e causato poi, con la chiusura d’esercizio2008, una perdita di 4 milioni e mezzo di euro. Negli ultimi tre mesi di vita, le perdite erano state di un milione e 100mila euro.

Il tutto, secondo il capo di imputazione, a causa di una condotta economico-finanziaria non accorta, con inosservanza degli obblighi di legge. Riconosciuta fondata l’accusa di “bancarotta preferenziale”, Castiglioni e Affri, sempre in concorso tra loro, avrebbero effettuato pagamenti preferenziali a favore della Casti Spa, controllante della stessa Afl, allo scopo di favorirla a danno degli altri creditori.

In particolare, approfittando della confusione tra la gestione finanziaria della Afl e quella delle altre società del “Gruppo Casti”, nonostante l’esistenza di creditori privilegiati che vantavano crediti per 12 milioni di euro, nel corso del 2008 rimborsavano proprio alla Casti Spa finanziamenti per un importo complessivo di oltre dieci milioni, mediante cessioni di crediti che la società fallita vantava nei confronti di altre società del gruppo. Da qui la condanna. Il pm Alessandra Bellù aveva chiesto due anni di carcere.

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