Abbaiava troppo:
cagnolina avvelenata
Lenno: sicuramente a qualcuno dava fastidio ie ha scelto il modo più barbaro (oltre che illegale) per risolvere il problema: ha gettato un boccone avvelenato alla bestiola di 8 mesi, una cucciolona che abitava nel giardino di una villetta, e l'animale è morto dopo alcune ore di terribile agonia
Lettura meno di un minuto.I proprietari del cane, che hanno fatto di tutto per tentare di salvarla portandola da un veterinario, hanno segnalato quanto accaduto ai carabinieri della caserma di Lenno: secondo i militari negli ultimi mesi non si erano verificati fatti di questo genere, ma in passato uccisioni di cani e gatti si erano purtroppo registrati sul Lario e nelle valli.
«Era una cagnolina vispa e che stavamo ancora educando - racconta Daniela Passarella, la proprietaria - Non stava fuori la notte nel giardino e le stavamo insegnando a fare la "guardia" senza abbaiare a chiunque passasse in strada ma l'altro giorno qualcuno, dopo le 17,15, le ha gettato un boccone avvelenato». Il tutto è avvenuto in un brevissimo lasso di tempo, la cagnolina è rimasta sola al massimo mezz'ora, il tempo sufficiente al malintenzionato di colpire.
«L'abbiamo portata dal veterinario - conclude amareggiata Daniela - ma non ha potuto fare niente per lei, alle 15 del giorno seguente è morta: nel boccone le avevano messo un potente topicida, il dicumarolo».
"Uccisione di animali", per crudeltà o senza necessità, oltre che essere un fatto assolutamente disdicevole, è un reato che il codice penale italiano punisce con la reclusione da tre a diciotto mesi.
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