La Sisme non firma
Vuole più soldi

Zappa (Fim): occasione persa, i lavoratori non possono fare di più
Oggi le assemblee, domani referendum sulla proposta dei sindacati

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Olgiate comasco Sarà pure una proposta innovativa quella elaborata dai sindacati per salvare i duecento posti di lavoro in esubero alla Sisme, con i lavoratori chiamati, in pratica, a finanziare parte dell'investimento per l'avvio di una nuova linea di motori.
Alla fine, però, quello che valgono sono i conti della serva: l'azienda chiede un milione (sotto forma di tagli immediati e in parte strutturali ai costi), i lavoratori offrono una fidejussione di 700 mila euro (sotto forma di tagli agli stipendi) se non sarà possibile individuare in tempi brevi i risparmi. Il compromesso ieri non si è trovato, la firma in calce all'accordo non c'è stata. Almeno per ora, almeno non a tutte le condizioni poste dai sindacati.
Oltre alla cifra, infatti, a dividere anche la tempistica dell'erogazione del contributo dei lavoratori (l'azienda lo vuole in 6 rate nel 2012 e 5 nel 2013, i sindacati ne prevedono un numero maggiore per evitare un eccessivo impoverimento delle buste paga già provate dai contratti di solidarietà). A questo si aggiunge il no della proprietà a restituire l'importo a quei dipendenti che dovessero lasciare la Sisme entro la fine del 2013. Condizione quest'ultima irrinunciabile, per la Fiom.
Oggi saranno i lavoratori in prima persona ad esprimersie In programma le assemblee. Sindacati (Fim, Fiom, Uilm e Slai Cobas) e Rsu illustreranno lo stato della trattativa e chiederanno il mandato a proseguire sulla linea finora portata avanti unitariamente, non senza difficoltà.

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