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Confartigianato La riduzione degli sportelli ha modificato il rapporto tra banche e aziende. Roberto Galli: «Siamo al lavoro per offrire servizi e strumenti capaci di affiancare le imprese»
Lettura 2 min.Como
Per le piccole imprese italiane l’accesso al credito si fa sempre più difficile. Negli ultimi sette anni, i prestiti alle pmi sono diminuiti di 34miliardi di euro con una flessione del 25,9%. Per le imprese artigiane il calo è ancora più marcato, arrivando al 39,3% secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato, a fronte di una riduzione del 7,3% dei prestiti complessivamente erogati alle aziende italiane.
La stretta sul credito si fa sentire con particolare intensità anche in provincia di Como, i finanziamenti alle società di persone e alle imprese con meno di 20 addetti sono passati da oltre 1,23 miliardi a fine 2020 a 826milioni al 30 aprile 2026 con una contrazione del 32,87%. Si tratta del secondo calo più consistente in Lombardia, dove la diminuzione media si attesta al 23,30% in base ai dati di Confidi Systema!. Peggio va solo all’altra provincia lariana, Lecco, che registra la contrazione più marcata a livello regionale, i prestiti sono scesi da 717 a 476 milioni, un crollo del 33,60%.
Tra le cause di questo calo, anche i cambiamenti strutturali del mondo bancario con la chiusura di molti sportelli fisici e le decisioni prese sempre più a livello centrale. Si è persa un po’ quella vicinanza e quella conoscenza del tessuto locale che in passato caratterizzavano il rapporto tra banca e impresa, come evidenziato da Roberto Galli presidente Confartigianato Como: «La riduzione degli sportelli e la conseguente mancanza di punti di riferimento sul territorio, attraverso i quali gli istituti bancari possono offrire supporto e aiuto alle imprese, hanno contribuito ad aumentare quella percentuale vicina al 30% indicata dallo studio».
Galli sottolinea che quest’anno il mercato del lavoro, così come quello della produzione e dei servizi, presentano dinamiche nuove e complesse: «Quello che sta succedendo a livello globale, dalla guerra in Ucraina alle tensioni nello Stretto di Hormuz, sta mettendo in difficoltà, con intensità diverse, quasi tutti i settori. Siamo arrivati a un punto in cui il lavoro è meno stabile e questo porta gli istituti bancari a pensare di ridurre gli sportelli, mentre le aziende si trovano in difficoltà sul fronte del lavoro e, di conseguenza, nella necessità di ricorrere al credito».
Marco Granelli, presidente di Confartigianato, rileva inoltre quanto è fondamentale il ruolo che giocherà in questo scenario la nuova Artigiancassa «per offrire risposte immediate e puntuali alle esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese, oltre al rafforzamento degli strumenti di garanzia e dei Confidi, affinché le piccole imprese possano continuare a investire, crescere e contribuire alla competitività del Paese».
«Qui entrano in gioco le associazioni, a partire da Confartigianato e da realtà come Confidi, che ricordando quanto di buono aveva portato in passato Artigiancassa, hanno voluto riproporre un pacchetto di servizi molto vicino al sistema che esisteva anni fa – prosegue Galli - Tutto questo nasce anche dalla piena consapevolezza delle difficoltà che le pmi stanno incontrando nell’accesso al credito. Le associazioni, si stanno muovendo per offrire strumenti e supporto».
Anche Confartigianato Como si sta attrezzando per fornire consulenze fiscali e a 360 gradi, ma non solo: «Potremmo, e sicuramente lo faremo, essere ancora più vicini alle imprese, offrendo consigli e accompagnandole per aiutarle a ottenere ciò che noi non possiamo fornire direttamente, il credito».
Alle difficoltà nell’accesso ai prestiti, si aggiunge un costo del denaro che, strutturalmente in Italia, vede le piccole imprese sostenere un tasso annuo effettivo superiore rispetto alle imprese medio-grandi.
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