Tessile, Gentili Mosconi torna in utile
Nel primo semestre del 2026 raggiunto un fatturato consolidato di 31,9 milioni di euro, rispetto ai 23,6 milioni dello stesso periodo del 2025 e un utile netto che torna positivo a 400mila euro
Lettura 2 min.Casnate con Bernate
In un distretto ancora alle prese con le difficoltà del mercato internazionale del lusso, la Gentili Mosconi di Casnate con Bernate, specializzata nella realizzazione di tessuti stampati e tinti, con lavorazioni jacquard e tinto filo, tessuti con stampe originali, stampe su capo e altre lavorazioni speciali per i marchi più noti dell’alta moda, per l’abbigliamento, l’arredamento e la nautica di lusso, chiude il primo semestre 2026 con ricavi in crescita del 35% e recupera redditività, proseguendo nella strategia di acquisizioni e integrazione industriale. Il gruppo, quotato su Euronext Growth Milan, raggiunge un fatturato consolidato di 31,9 milioni di euro, rispetto ai 23,6 milioni dello stesso periodo del 2025, e un utile netto che torna positivo a 400mila euro , in deciso miglioramento dopo la perdita di pari importo dello scorso esercizio.
«Chiudiamo il primo semestre con risultati in miglioramento, in un mercato che resta ancora complesso», commenta Francesco Gentili, presidente e amministratore delegato del gruppo. «La crescita dei ricavi, accompagnata dal miglioramento della redditività e dal ritorno a un risultato netto positivo, conferma la capacità di Gentili Mosconi di affrontare una fase ancora sfidante per il settore. Abbiamo continuato a investire nella nostra struttura industriale, integrando nuove competenze e ampliando il presidio della filiera, senza perdere di vista qualità, servizio e flessibilità verso i clienti».
A sostenere la crescita sono le acquisizioni, ma anche le attività esistenti, che a parità di perimetro avanzano dell’11,7%. Contribuiscono ai risultati Manifatture Tessili Bianchi 1981 (MTB), acquisita nell’aprile 2025 e consolidata per l’intero semestre, e Cesare Gatti, entrata nel gruppo lo scorso dicembre. Escludendo il loro apporto, i ricavi raggiungono i 23 milioni, grazie soprattutto alla divisione accessori confermando un solido percorso di crescita organica a livello di Gruppo.
«I segnali di ripresa della raccolta ordini e la crescita dei volumi produttivi delle controllate industriali sostengono le prospettive di un progressivo recupero e rafforzamento dei risultati nella seconda parte dell’anno, pur in un contesto internazionale che richiede ancora prudenza» aggiunge Francesco Gentili.
Il miglioramento dei volumi e le misure di efficientamento si riflettono sui conti. Il margine operativo lordo (Ebitda) sale da 1,3 a 2,2 milioni, con un’incidenza sul fatturato che sale a 6,8%.Il risultato operativo (Ebit) raggiunge i 900mila euro, contro un valore negativo di 300mila euro nel primo semestre 2025. La maggiore produzione compensa così la contrazione del margine industriale, sceso dal 51,4 al 44,7% per il diverso mix di ricavi legato soprattutto a MTB, più concentrata nei tessuti.
Anche la gestione caratteristica torna a generare cassa: 1,2 milioni di euro, contro un assorbimento di 1,3 milioni un anno prima. La posizione finanziaria netta resta positiva per 9 milioni, dai 12 milioni di fine dicembre, principalmente per l’assorbimento di capitale circolante dovuto alla stagionalità, in particolare di MTB.
L’integrazione delle società acquisite è ora al centro della strategia del gruppo. Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di MTB, interamente controllata dal gruppo. L’operazione, con effetti contabili e fiscali dal primo gennaio 2027, mira a semplificare la struttura societaria, completare l’integrazione industriale e ottimizzare i costi. Prosegue intanto l’integrazione operativa di Cesare Gatti, che ha esteso l’attività ai filati pregiati e al cashmere, diversificando l’offerta per i clienti internazionali del lusso.
Per il distretto comasco, l’operazione conferma una scelta di presidiare più fasi della lavorazione, dai tessuti agli accessori fino ai filati, mantenendo all’interno del gruppo competenze industriali complementari e specialistiche.
Per la seconda parte dell’anno, i segnali di ripresa degli ordini e l’aumento dei volumi delle controllate industriali sostengono le prospettive di un ulteriore recupero. Restano le incognite delle tensioni geopolitiche, delle rotte commerciali tra Asia ed Europa e dei costi energetici. Fattori che, secondo il management, non hanno finora inciso in modo rilevante su fatturato e ordini, ma richiedono prudenza. La sfida è trasformare crescita e sinergie nate dalle acquisizioni in margini sempre più solidi.
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