Il parco di Villa Erba visto con gli altri sensi: una passeggiata a occhi chiusi

Orticolario/Esperienze Brunella Manzardo e il potere di immaginare un luogo come fa chi ha una disabilità visiva: «Sarà una riattivazione sensoriale»

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Vedere con il tatto delle mani. O con il suono che giunge alle orecchie. A Orticolario il parco si può attraversare anche così, senza vista. Con una benda di morbido tessuto sugli occhi.

«La passeggiata sensoriale a occhi bendati è un’esperienza immersiva che favorisce un’introspezione profonda: può sembrare paradossale, ma chiudendo gli occhi si impara a “vedere” il mondo sotto una luce nuova» racconta Brunella Manzardo, l’ideatrice della passeggiata in programma sabato pomeriggio alle 14. Manzardo, che da oltre vent’anni collabora con l’Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), è infatti specializzata nelle esperienze culturali accessibili con e per le persone con disabilità visive. Ma l’incontro con chi vive senza la vista l’ha ispirata a fare un passo in più, nella direzione della sensibilizzazione, proponendo attività a occhi chiusi anche alle persone vedenti. Per loro «significa spegnere il “rumore visivo” che domina la nostra quotidianità per concedere più spazio agli altri sensi, riscoprendo il piacere di un ascolto attento delle proprie sensazioni». «Nell’esperienza a occhi chiusi, si vive un momento di transizione in cui gli altri sensi imparano a “vedere” in modo alternativo, trasformando il corpo in un’antenna ricettiva e spalancando il potere immaginifico della mente».

Insomma, si toglie qualcosa e immediatamente si aggiunge qualcos’altro: una capacità percettiva dimenticata, e anche una consapevolezza nuova verso il mondo delle disabilità visive. «Bendare una persona non significa farle simulare la cecità, ma provare per un momento a immedesimarsi in un diverso modo di vivere e così aprire le porte di una nuova consapevolezza - spiega Manzardo-. Quando indossiamo la benda, la reazione iniziale è lo smarrimento, ma subito dopo scatta una straordinaria riattivazione degli altri sensi e, soprattutto, dell’empatia: si impara a comprendere che lo spazio e la natura possono essere abitati, compresi e amati profondamente anche attraverso altre geografie percettive, abbattendo così i confini tra abilità e disabilità».

La passeggiata di sabato, da vivere in coppia, è aperta sia ai vedenti che ai non vedenti. Lungo i sentieri del parco di Villa Erba e tra le installazioni di Orticolario, l’invito ai partecipanti è «rallentare e riconnettersi con l’ambiente in modo intimo e rispettoso. In un’epoca dominata dall’iperconnessione e dal sovraccarico di immagini digitali, questa esperienza assume anche una straordinaria attualità, diventa un piccolo atto rivoluzionario e controcorrente di “riattivazione sensoriale”». Perchè in effetti, riconnettendosi con la propria umanità e il mondo vegetale attorno, senza essere vincolati dallo sguardo che fa ping-pong, si può riscoprire «il valore del tempo lento e della presenza fisica.È una breve ma intensa sperimentazione che restituisce centralità al corpo e anche all’ immaginazione. Questo approccio si fonde intimamente con l’anima di Orticolario 2026, con il tema “en rêverie”».

C’è chi a Villa Erba attiverà la dimensione del sogno e dell’illusione utilizzando luci e piante che chiedono di essere guardate. Ma anche «privarsi temporaneamente della vista diventa una chiave per accedere a questo stato sospeso “nell’infinito spazio che sta dietro le nostre palpebre”, (per citare il tema di Orticolario) dove il pensiero è libero di dare forma a paesaggi mentali inesplorati».

«Oggigiorno tutto è continuamente fotografato, svelato e consumato dagli schermi - conclude Manzardo -. Abbiamo così tolto spazio al mistero e finito per addormentare la nostra capacità di immaginare e sognare. Mettersi in cammino “nel buio” a occhi chiusi diventa allora una possibilità per riaccendere quella scintilla, restituendo alla nostra mente il potere infinito di reimmaginare il mondo».

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