Felicità Marzorati. «Nazionale a Cantù
un evento storico»

Basket A. Parla il recordman di presenze in azzurro. «L’Italia nella nuova Arena ci dà una grande spinta. Spero di vedere giovani canturini con quella maglia»

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Cantù

Dici Nazionale di basket non si può non pensare a Pier Luigi Marzorati. Recordman di presenze, 227, con l’Italbasket ha realizzato 2.222 punti, partecipando tra l’altro a quattro edizioni dei Giochi Olimpici. Roba d’altri tempi, considerata quanta fatica fa l’Italia a partecipare alle grandi manifestazioni internazionali.

La notizia che, nel 2027, l’Italia del basket sarà di scena nella nuova Arena di Cantù - riportata in esclusiva da La Provincia - ha galvanizzato il “Pierlo”. Che, a Cantù e alla Nazionale è legato a filo doppio, triplo e quadruplo. Le due maglie sono state tutta la sua vita (sportiva) e avere l’Italia di scena nella sua Cantù già lo manda su di giri a più di anno dall’evento.

«È chiaro - dice - che avere l’occasione di ospitare la Nazionale a Cantù, nella nuova Arena, è qualcosa di veramente importante. Una prima assoluta che può contribuire a ridare spinta al nostro movimento. Peccato, al momento, che Cantù non abbia giocatori da dare alla Nazionale, ma mi rendo anche conto di quanto siano cambiati i tempi... Una volta, c’erano nove italiani e un americano, per i giovani era più facile emergere».

Già, la Nazionale. Marzorati l’ha conquistata nemmeno diciannovenne: «Ricordo il mio debutto contro Israele, a Pesaro. I miei genitori erano in vacanza a Lignano, li chiamai e dissi loro di non aspettarmi, perché mi avrebbero portato agli Europei in Germania. Era il 1971, allora i giovani venivano valorizzati di più».

Una Cantù che, ad Arena ultimata si tingerà d’azzurro. Sarà un evento popolare, da tutto esaurito: «Spero che sia di buon auspicio per i nostri bravissimi ragazzi del Pgc. Sono felice che Cantù punterà su due giovani per completare il roster, contrattualizzando con accordi pluriennali Ventura e Acunzo. Significa che c’è talento e che il club ha ricominciato a guardare al futuro, non solo costruendo per l’immediato».

Tutto sommato, anche in tempi di vacche magre, Cantù qualche giovane di talento è riuscito a lanciarlo anche negli ultimi 15 anni: «Certo, ragazzi come Awudu Abass e Gabriele Procida, ma non dimenticherei in A2 a Cividale anche Luca Cesana, sono frutto del lavoro del settore giovanile. Io esordii giovanissimo in prima squadra, sono quindi sempre dalla parte dei giovani. La società aveva tutto l’interesse nel lanciare i giovani: nel 1968 Cantù s’inventò il college, ora è tutto molto più complicato». Ultimo “nemico” la Ncaa che fa mercato con i giovani europei: «Oggi – spiega il “Pierlo” – ci sono l’Eurolega, è in arrivo Nba Europe e la Ncaa pesca in Europa. Tutto questo abbasserà l’interesse per il campionato italiano e, soprattutto nessuno lavorerà sui giovani: a che pro costruisco un ragazzo e investo, se poi arrivano dall’America offrendogli milioni di euro?».

Se i giovani non giocano, anche la Nazionale s’impoverisce. E Marzorati ricorda quanta emozione si provasse a giocare per l’Italia: «A Cantù ci sono i tifosi di Cantù. Quando giochi per l’Italia, un’intera nazione tifa per te, era una responsabilità che sentivo. L’Italia a Cantù sarà un grande evento, da accogliere con entusiasmo e con una grossa presenza. Sarà un evento da sfruttare, anche per lanciare l’Arena e per far parlare del nostro territorio. E i ragazzi devono tornare a sognare di giocare in serie A, ma anche di debuttare in Nazionale».

Finale con speranzoso: «Speriamo che la coppia Simone Giofrè-Franck Vitucci, da quanto leggo, abbia davvero il desiderio di far giocare i più giovani, di credere in loro. Nel mio cuore, spero che uno degli italiani che andranno a comporre il roster canturino, possa l’anno prossimo indossare la maglia azzurra a Cantù, sarebbe fantastico».

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