Bucarelli, carissimo nemico: «A Cantù sono stato bene»

Ritorni S.Bernardo lunedì a Desio troverà un ex con la maglia di Udine: «Peccato per la mancata promozione. Moraschini è un ragazzo d’oro»

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Non è la prima volta che le strade di Lorenzo Bucarelli e Pallacanestro Cantù si incrociano. Era già successo in A2, nell’anno in cui il giocatore toscano passò a Pesaro e Cantù venne promossa in serie A. Di fatto, l’obiettivo che entrambi nel 2021, si erano prefissati. Insieme, le cose non sono andate come speravano, ma lunedì si ritroveranno a Desio, nel palcoscenico della serie A. Dalla scorsa esatte Bucarelli veste infatti la maglia di Udine e ritrova quella serie A abbandonata da giovanissimo, quando giocava a Sassari.

«Ho già affrontato Cantù – racconta la guardia, oggi ventottenne – ma tornare fa sempre piacere. Ci ritroviamo in quella serie A che abbiamo inseguito per tre anni, sfiorandola in due occasioni. Però è comunque bello, è positivo che ognuno, da una parte Cantù, dall’altra io, seguendo sentieri diversi, ci sia riuscito».

C’è un pizzico di dispiacere per non aver completato l’opera, anche a fronte di stagioni vissute prevalentemente al vertice: «Sì, è un piccolo cruccio ma nello sport può capitare. L’importante è non avere rancori e io non ne ho, anzi: lunedì incontrerò nuovamente una società in cui sono stato bene, in cui ho intrecciato rapporti duraturi». Del gruppo di Bucarelli, nel roster è rimasto ben poco dopo le rivoluzioni degli ultimi due anni: «Ma c’è Moraschini, che ha ereditato il ruolo di capitano da un altro “super” come Filippo Baldi Rossi. Mi sembra una scelta giusta: Moraschini ha la stoffa del capitano, è unico. Ci frequentiamo ancora, la scorsa estate siamo stati insieme in vacanza per l’addio al celibato proprio di Baldi Rossi. È un ragazzo d’oro, generoso, oltre che un giocatore forte che non sono certo io a dover presentare».

Dopo un biennio a Pesaro, concluso senza centrare la promozione, la serie A è arrivata per... chiamata: «Quando Udine mi ha contattato ho accettato subito. È una piazza molto interessante; sono felice della scelta che ho fatto: ho trovato tutto ciò di cui avevo bisogno e inserirmi in questo nuovo contesto dopo due anni a Pesaro non è stato difficile, grazie all’ottima organizzazione della società. Un mio ritorno a Cantù? Un gossip estivo, durato un paio di giorni: mi hanno scritto in tanti, ma non c’era niente di vero».

Udine, una piazza molto calda, come testimonia anche il sold out al PalaCarnera alla prima di campionato contro Scafati: «A Udine ho giocato tante volte da avversario e l’ambiente caldo del palazzetto mi ha sempre colpito. È bello viverlo anche da giocatore bianconero». La sfida tra Cantù e Udine, praticamente sempre avversarie nelle zone alte della classifica e in Coppa Italia, ha caratterizzato gli anni di A2: «Ci siamo sempre palleggiati le vittorie, un po’ vinceva Cantù, un po’ Udine. Sono squadre che hanno sempre lottato per obiettivi importanti e questo ha sempre dato alla sfida un certo fascino. Di sicuro, era una delle partite più attese dell’anno».

E lo sarà inevitabilmente anche quella di lunedì sera, con i friulani partiti con il piede giusto contro Scafati, una diretta concorrente nella lotta salvezza: «Non era una sfida semplice, Scafati poteva essere una squadra insidiosa da affrontare all’esordio, ma è andata molto bene. Siamo stati bravi a farci trovare pronti. Cantù è alla prima in casa e vorrà riscattarsi dopo il ko a Venezia. Per noi sarà un gran test per capire chi siamo». E chi sarà il primo che Bucarelli andrà a salutare a Desio? «Il primo sarà... il primo che incontrerò, dal momento che a Cantù voglio bene a tante persone».

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