Cantù, la maglia ritornerà biancoblù
Basket Serie A. Per la stagione del novantesimo scelti i colori della tradizione, molto apprezzati dai tifosi. C’è l’ok dello sponsor Acqua S.Bernardo, dopo tanti anni in cui ha prevalso il verde per ragioni di marketing
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Luca Pinotti e L. Spo.
Bianca e blu, come vuole la tradizione: sarà così la maglia di Cantù per la prossima stagione, quella del novantesimo. È una delle novità – in attesa di conoscere qualche nome nuovo della squadra che verrà – della prossima stagione che vedrà ancora la S.Bernardo ai nastri di partenza della serie A, dopo la salvezza ottenuta al fotofinish un mese fa. Si tratta di una grande novità, perché negli ultimi anni, ossia da quando il marchio S.Bernardo ha dato un sostegno fattivo, prima al salvataggio e poi al consolidamento di Pallacanestro Cantù, le ragioni del marketing hanno prevalso sull’identità. Da quasi dieci anni, infatti, le maglie di Cantù sono verdi e bianche o bianche e verdi, a seconda che si giochi in casa o trasferta. Qualche eccezione c’è stata, con qualche maglia speciale qua e là.
La decisione
Quest’anno, per esempio, è piaciuta molto la speciale maglia ideata dallo sponsor Tabu, completamente blu con inserti bianchi: il disegno seguiva le trame della Radica di Madrona, un pregiato piallaccio ricavato da un albero di origine nordamericana. La maglia è stata creata per celebrare il derby (vinto) contro Varese al PalaDesio e per onorare come spesso succede il Salone del Mobile di Milano, appuntamento che gli imprenditori canturini e brianzoli affollano con i loro stand. La maglia proposta nel derby, vuoi perché molto particolare, vuoi per il richiamo ai colori sociali, da tanto tempo assenti sulle canotte canturine, è stata un successo. Tant’è che il club – su richiesta della tifoseria – le ha messe in produzione vendendole nel proprio store on line.
Ora, Cantù ha già deciso di tornare al passato, ai colori sociali autentici. C’è l’accordo di tutti i dirigenti, compreso Antonio Biella, che – per questioni di marketing – avrebbe potuto sollevare qualche questione. Invece no, anche lui ha accettato la decisione di buon grado.
L’occasione per il cambio di cromia è offerta sul piatto dal novantesimo del club, che ricorrerà con l’imminente stagione sportiva, ormai alle porte: un momento unico per riportare in auge origine, tradizione e storia, tutte componenti fondamentali quando si parla di Pallacanestro Cantù e molto sentita dalla dirigenza. Le novità e gli eventi per l’importante anniversario saranno molteplici e si sta definendo anche un calendario per onorare la festa. Aggiungiamoci anche che, nel 2027, Cantù entrerà finalmente nella nuova Arena e il gioco è fatto. E lo farà anche con un logo tutto nuovo, che si sta ormai definendo: racchiuderà storia, innovazione e le varie anime che costituiscono Pallacanestro Cantù.
Simbolo per eccellenza
Ma la maglia è il primo segno identitario, quello in cui i tifosi si riconoscono. Cantù ha avuto poco biancoblù nelle maglie, specialmente negli ultimi trent’anni. Nel basket, rispetto al calcio per esempio, c’è molta malleabilità: una maglia con colori diversi sociali è, il più delle volte, ben tollerata.
La Cantù sponsorizzata Clear era biancoblù ed è stata una delle ultime viste al Pianella, assieme a quella Canturina Sevizi, Mapooro e Acqua Vitasnella. In tempi più lontani, era biancoblù la maglia Ford. Ma Cantù ha avuto diverse e importanti variazioni sul tema. Arexons era bianca e rossa. Rossa l’Oransoda, giallorossa la Gabetti. È stata anche verde (Birra Forst e Vismara) e gialloverde (Polti). Insomma, il biancoblù si è un po’ annacquato negli anni. Ma il bianco accostato al blu è anche il colore scelto dagli Eagles. Il primo striscione, oltre 35 anni fa, era verde. Con la nascita del gruppo vero e proprio, si è deciso di cambiare ispirandosi ai colori sociali.
Ora questo ritorno al passato, o meglio ai colori sociali, non potrà che rafforzare il legame identitario tra pubblico e squadra.
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