Cantù, Parravicini suona la carica: «Niente fronzoli, si deve fare di più»

Basket Serie A Il nuovo play della S.Bernardo: «Nessuno qui vuole fare brutte figure». «Christon? È un giocatore esperto, che ha davvero tanti colpi. Mi piace provare a imitarlo»

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«Perdere non fa piacere, anche se è precampionato. Ma siamo i primi a voler fare di più». L’en plein di sconfitte rimediato finora da Cantù nel preseason – sabato ultimo test contro Reggio Emilia al PalaFrancescucci di Casnate alle 18.30 per il Trofeo degli Angeli - non ha intaccato la fiducia di Matteo Parravicini, uno dei tanti nuovi volti della S.Bernardo. Peraltro, lui è rientrato contro Verona dopo l’infortunio al piede, che ancora lo tormenta un po’, rimediato alla prima uscita a Tortona: «Ora sto bene, purtroppo questo problemino al piede mi ha causato un po’ di fastidi, ancora adesso ci devo convivere. Il dolore è diminuito notevolmente, ma me c’è ancora: passerà da solo. L’importante è riuscire ad allenarsi e a giocare. Purtroppo, il piede è andato in contrazione, si è formato un ematoma, e quando il problema è vicino all’osso c’è ben poco da fare». Parravicini ne ha approfittato per osservare da vicino il suo compagno di ruolo, il play Samaj Christon: «È un giocatore esperto, che ha tanti colpi. Quando vedo qualcuno che fa qualcosa che mi piace provo a imitarlo».

Può invece fare di più Cantù, secondo il play arrivato in Brianza dopo un’ottima stagione in A2, tra Rieti e Mestre: «Non voglio accampare scuse, ma più o meno tutte le amichevoli le abbiamo giocate con rotazioni ridotte o acciacchi in prossimità della partita. Cose che da fuori non si vedono, ma noi le sappiamo e le viviamo quotidianamente, cercando di “nasconderle”. Ovvio, in preparazione i carichi sono elevati e, in questo periodo, una certa stanchezza si può riflettere nel corso della partita. Ma, senza girarci troppo intorno, si deve fare di più».

La reazione c’è stata

Il fatto di esserne coscienti è già un primo passo: «Quotidianamente, dal punto di vista tecnico e mentale, siamo uniti e concordi sul fatto che nessuno voglia fare brutte figure. A testimonianza di quanto detto, la settimana è iniziata molto bene, con grande entusiasmo. Nel giorno libero, la squadra era in palestra a tirare: è la reazione giusta. Ci siamo anche confrontati, dopo le partite e nello spogliatoio: meglio ora mettere le basi, anche se all’esterno si notano solo le difficoltà. Di certo non siamo felici quando si perde».

È emersa una certa fatica di Cantù in difesa, messa in ginocchio nelle ultime amichevoli da partenze-razzo degli avversari, con inoltre 50 punti subiti prima dell’intervallo.

Ma il problema non è certo il sistema, secondo Parravicini: «Personalmente credo molto nel lavoro del tecnico e dello staff: tutte le scelte sono giuste, non c’è nulla di scellerato, anzi. Più che a livello tattico, ripeto, dobbiamo darci una scossa nell’intensità. Finora gli avversari ci hanno “picchiato”, su tutto l’arco del campo e non solo in difesa».

Settimana importante

C’è quindi da mettere un po’ più di “garra” sul parquet: «Siamo stati un po’ tropo leggeri e passivi e questo poi si è ripercosso sui risultati. Si diceva che ci guardiamo sempre in faccia: non giochiamo da ieri a basket e tutti dobbiamo mettere qualcosa in più. Perché è tutto nel bagaglio di ognuno di noi».

Sabato arriva il test contro Reggio Emilia, una squadra che disputerà le coppe europee: «È una settimana importante, ormai non manca molto al campionato. Ora si devono realmente mettere le basi per esprimere un basket diverso, come è nelle nostre corde, da mostrare al nostro pubblico. Perché di una cosa sono certo: siamo molto meglio di quello che si è visto finora».

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