Cantù, un play tosto. E che segna tanto
Basket Serie A Sbarcato Semaj Christon, ex Udine. Esperienza, leadership e versatilità per coach Vitucci . Nell’ultima stagione una media di 14 punti e 5 assist. Adesso all’appello manca solo il centro Isaiah Miles
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Semaj Rakim Christon è arrivato a Cantù. Il nuovo play statunitense della S.Bernardo è atterrato alle 9 in punto a Malpensa, dopo aver attraversato l’Oceano nella notte. È stato un arrivo soft, dopo un lungo viaggio iniziato a Cincinnati con scalo a Boston. Accolto in aeroporto dal team manager Diego Fumagalli, il giocatore ha sostenuto le visite mediche per l’idoneità sportiva e, dopo qualche ora di riposo, ha raggiunto la squadra al pavilion, ma senza allenarsi. Ha preferito non forzare i tempi e il fisico, limitandosi a mettersi in tenuta, fare una prima conoscenza con i nuovi compagni e gli staff e seguire l’allenamento a bordo campo. Oggi, con il resto della squadra, smaltito il jet lag, si allenerà agli ordini di coach Frank Vitucci.
Annunciato due mesi fa
Curiosamente, Christon era stato il primo straniero ingaggiato da Cantù – l’annuncio risale infatti al 20 giugno – e il secondo in ordine di tempo dopo il prolungamento di capitan Riccardo Moraschini, ma di tutto il gruppo Usa è il penultimo ad aver messo piede in Italia. Nessun mistero o disguido, però: questo ritardo nell’arrivo era stato già concordato al momento della firma, concesso dal club al giocatore per motivi familiari. A questo punto, all’appello manca solo Isaiah Miles, le cui pratiche per visto e trasferimento sono iniziate solo dopo Ferragosto: l’ala è attesa nel fine settimana.
Christon è stata la prima pedina nuova inserita nello scacchiere canturino. E non per caso. Come altri giocatori, lui forse più di tutti, corrisponde all’esatto profilo che cercava il club: esperto, con un corposo vissuto italiano, una leadership riconosciuta, una certa versatilità. Appena Cantù ha fiutato la volontà del giocatore di lasciare Udine, ha azzannato la preda, chiudendo in poche ore l’accordo, senza monitorare altre situazioni considerato il livello di conoscenza che già c’era del giocatore. Soprattutto, non si è perso tempo.
In Friuli ha stupito
Che dire di lui, numeri a parte? Che a Udine si aspettavano un giocatore particolare, uno da gestire nello spogliatoio. Invece, con grande sorpresa generale, Christon si è rivelato nel corso della scorsa annata un vero collante della squadra. Trentaquattro anni da compiere a novembre, in Friuli è arrivato a stagione in corso per sostituire l’ex canturino Anthony Hickey squalificato per doping (a proposito, ha firmato ieri per i polacchi dello Slask Wroclaw). All’Apu, con coach Adriano Vertemati, ha chiuso la stagione con una salvezza in anticipo e uno score che parla chiaro: 14.1 punti e 5.2 assist di media in Lba, in linea con le ultime nove stagioni che l’hanno sempre visto sempre in doppia cifra nella media finale.
È un giocatore che sa far muovere la squadra ma che, come testimoniano le sue medie, sa anche dare un buon apporto di punti, potendo anche giocare come guardia. L’ha sempre fatto, fin dai suoi esordi universitari.
Caratteristiche che ha saputo confermare molto bene anche nelle sue esperienze italiane. La prima, nel 2015, a Pesaro: in serie A realizza 14.3 punti. È tornato in Lba dopo la clamorosa esperienza all’Ulm, in Germania, con cui realizza in Eurocup 17.4 punti distribuendo 6.6 assist a partita: nel 2021 firma per Tortona, successivamente si trasferisce a Brescia e, l’anno successivo, si dive tra Pistoia e Cremona, chiudendo rispettivamente i campionati con 16.4, 11.1 e 12.6 punti di media.
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