Como versione Champions: si guarda al modello Psg

Focus Con due partite a settimana, Fabregas dovrà gestire bene la rosa. Il sistema di rotazione dei francesi ha funzionato: si può riproporre qui?

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Il Como guarda in alto, in tutti i sensi possibili. Le ambizioni di questa società ormai le conosciamo. Obiettivo: crescita. Ma per continuare il percorso virtuoso occorre rifarsi a modelli che, al di là dello stile di gioco e delle scelte di campo, possono risultare vincenti nella gestione della rosa.

Qui si tocca un punto importante. L’entusiasmo di giocare per la prima volta la Champions si accompagna infatti alle problematiche legate al fatto che il Como, almeno fino a gennaio 2027, giocherà due volte a settimana. Un test importante per Fabregas, che aveva già avuto modo di toccare con mano una situazione simile lo scorso febbraio, con sette partite in poco più di un mese. Ora la coppa richiederà un’attenzione ancor maggiore e tra gli esempi più nobili a cui guarda la società per gestire il doppio impegno, ci sono niente di meno che i campioni d’Europa del Psg.

Sì, loro sono un caso da seguire con attenzione, importante anche per capire dove sta andando il calcio moderno. Con calendari sempre più proibitivi, in cui si rischia davvero di giocare una volta ogni tre giorni, la mossa di Luis Enrique è stata chiara: c’è una squadra per la Champions e una per il campionato. Due formazioni, 22 giocatori. Chi titolare in una competizione e chi nell’altra. Lo si può osservare analizzando il minutaggio in Ligue 1 dei titolari nell’ultima finale di Champions: quasi tutti oscillano intorno al 40% di impiego in campionato, mentre i numeri tendono a raddoppiare nelle partite di coppa. Ci sono poi casi più sbilanciati come quello del capitano Marquinhos, impiegato solo nel 34% dei minuti in campionato, oppure di Vitinha, in campo nel 69% delle partite in Ligue 1.

Ma per il Como questo metodo può essere davvero sostenibile? Finora sappiamo che Fabregas ha sempre agevolato le rotazioni, pur mantenendo dei punti fermi nel corso della stagione. Butez, ad esempio, ha giocato tutte le partite. Situazione analoga per Nico Paz che, tolti gli stop per infortunio, ha giocato l’88% dei minuti totali in Serie A. E poi ancora Perrone, Da Cunha e Ramon hanno percentuali dell’80%. Il prossimo anno però qualcuno dovrà rifiatare e la società si sta muovendo sul mercato anche in questo senso, proprio cercando di imitare, nei limiti del possibile, la strategia del Psg. Se infatti la freschezza della rosa rappresenta un fattore chiave, sappiamo anche che i parigini godono di una situazione diversa rispetto a tante altre squadre.

Intanto in Ligue 1, grazie al campionato a 18 squadre, le giornate previste sono 34, a differenza delle nostre 38: questo garantisce una maggiore flessibilità nell’organizzazione dei calendari. Poi, c’è il tema della competitività, dato che in Francia, rispetto alla Serie A dove diverse squadre lottano per le zone alte, il Psg generalmente sovrasta tutte le contendenti.

Insomma, preso atto delle differenze oggettive tra i due club, sappiamo che il Como guarda al top del calcio europeo per proseguire la sua crescita. Finora ci ha stupito rendendo possibile ciò che sembrava impossibile. Vedremo se anche questa volta riusciranno a sorprenderci.

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