La Nazionale a Cantù. Una prima storica
Basket Serie A Chiuso l’accordo con la Federazione e sarà una delle chicche del novantesimo e della nuova Arena. Manca solo da fissare la data per una delle tre finestre del 2027: febbraio (ma è improbabile), giugno o novembre
Lettura 1 min.Cantù
La Nazionale maggiore di pallacanestro a Cantù. Per la prima volta. Punto. Basterebbe e avanzerebbe. Non fosse che, in novant’anni di vita e varie epoche di successi, la maglia azzurra mai una volta è passata da questa parti. Che fosse Parini o Pianella. Ci arriverà – anno 2027 – nella nuova Arena.
All’ufficialità della notizia manca solo il timbro federale, ma dubbi non ce ne sono più. L domanda formale è stata inviata. Più che altro serve capire in quale finestra delle pause del campionato: febbraio – però assai improbabile visto i tempi strettissimi e troppo vicini all’overture – giugno o novembre , strade entrambe percorribili.
Sul piatto, la dirigenza dell’Acqua S.Bernardo ha messo due motivazioni più valide: il novantesimo di fondazione, appunto, e l’apertura della nuova casa. S’è speso in prima persona Andrea Mauri, con tutto il suo bagaglio di cariche che fanno sponda da una parte all’altra: consigliere della società, amministratore delegato di Cantù Next e di Cantù Arena. Insomma, fa damone sia che si tratti della parte sportiva sia di quella infrastrutturale.
Via libera
Il presidente federale Gianni Petrucci, che spesso in questi anni si è interessato al progetto privato di costruzione del palazzo, ha dato il via libera, anche perché occasioni così capitano ben poche volte e premiare gli sforzi, la gloria e la tradizione di un club che ha fatto storia – e che ha dato tanto alla Nazionale – costituirebbe il giusto riconoscimento.
Prepariamoci, dunque, a un evento di gala, con il probabile coinvolgimento di chi ha lasciato un segno in maglia azzurra: da Carlo Recalcati a Fabrizio Della Fiori e da Pier Luigi Marzorati ad Antonello Riva, giusto per fare dei nomi, senza dimenticare Tonino Frigerio, Beppe Bosa e tanti altri.
Con l’Antunel da Rovagnate che, ancora oggi, è il recordman di punti con la Nazionale sia livello assoluto sia in partita secca. Con il Pierlo che ha disputato quattro Olimpiadi ed è salito sul podio (secondo) a quella di Mosca 1980. Con il Carletto, non dimentichiamoci, che ha conquistato, dopo i fasti da giocatore, da allenatore l’argento olimpico ad Atene 2004. Con Ciccio che di Olimpiadi ne ha disputate due (Montreal 1976 e Mosca quattro anni dopo) e quindi anche lui s’è messo una medaglia al collo. Marzorati e Riva, dal canto loro, erano anche nella squadra dell’oro all’Europeo di Francia del 1983.
Fascino e richiamo
L’Italbasket ha spesso avuto nella sua storia grande fascino e costituito un richiamo per i tanti appassionati. Portarla in una delle culle del movimento rappresenta‘ un ulteriore momento di crescita per il gruppo che sta plasmando il coach Luca Banchi. Niente di più facile, tra l’altro, che all’opera si possa vedere Gabriele Procida, il ventiquattrenne di Lipomo cresciuto nella magnifica cantera del Progetto Giovani Cantù e attualmente al Real Madrid.
Un motivo in più per aspettare la Nazionale e i suoi protagonisti. Una volta tanto – anzi la prima – sotto casa. Dopo una lunga attesa durata novant’anni.
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