Le due facce del Como: cosa ha funzionato e cosa no a Udine

L’ANALISI - Rileggiamo la partita pareggiata con l’Udinese che ha detto tante cose anche in chiave futura. Chalobah e Milla grandi acquisti, Liberali scalpita, la formula doppia fantasia da rivedere, e due dubbi

Lettura 2 min.

como

Lo abbiamo detto in sede di racconto e lo ripetiamo qui: una gran parte dei commenti che si sono fatti su Udinese-Como, se fosse andata in porta la palla colpita di testa da Ramon nel finale (traversa), non si sarebbero fatti.

Perché la cosa che più ha lasciato l’amaro in bocca (a Fabregas per primo) è stato il risultato, la mancata vittoria. L’allenatore ha tratto anche molte cose positive dalla prestazione in terra friulana, almeno dalla seconda parte della partita, ma certo sono mancati i tre punti, cosa che fa vedere tutto sotto un’altra luce. Che poi bisogna sempre decidere se si vuol parlare di un piccolo Como diventato miracolosamente grande in fretta o se si parla di una nuova grande squadra appartenente al gruppo delle sette-otto grandi sorelle. Ognuno decida secondo coscienza, noi passiamo a leggere top e flop della trasferta.

TOP

La prima notizia che arriva dallo stadio Friuli è che Chalobah e Milla sono due grandi acquisti. Se vogliamo, rappresentano anche una novità a livello di spessore. Il Como sin qui, nel biennio di A, ha puntato su giovani talenti e qualche giocatore di esperienza (tipo Morata). L’inglese e lo spagnolo sono due giocatori di caratura internazionale, nel pieno della loro vita sportiva. E a Udine si è percepito questo, nettamente.

Due giocatori destinati ad alzare, e di molto, il livello della squadra azzurra. Per quello che fanno, ma soprattutto per “come” lo fanno, con una personalità e sicurezza impressionanti. Mentre di Chalobah si sapeva, adesso sarà dura togliere il posto da titolare anche a Milla. Tra quello che ha funzionato c’è anche Liberali (di cui si è innamorato Fabregas) la capacità di essere pericolosi sulle palle inattive, e un secondo tempo in cui si è rivisto a tratti il Como che tutti conosciamo.

FLOP

Fateci parlare di Jesus Rodriguez. Al quale abbiamo dato 6.5 in pagella, voto che saremmo pronti a ridargli anche domattina. Il problema, lo sapete tutti, è la scarsa capacità di chiudere in porta. Tanto è vero che lo scorso anno è stato uno degli ultimi a segnare. L’errore sul lancio di Butez (top) è stato grave, ma la prestazione del ragazzo è stata positiva, piena di iniziativa.

Il problema è che, a furia di non concretizzare, non vorremmo che diventasse un altro Ikoné. Oltretutto ha Liberali che gli soffia sul collo. Dell’assetto un po’ diverso parliamo a parte, ma è un fatto che il Como abbia fatto meglio quando ha giocato con due esterni puri, che poi era il vecchio pallino di Fabregas. Ora, sarà anche vero (come dice l’allenatore) che il sistema di gioco è sempre quello, ma per ora il Como, con i due corridori di fascia, sembra più efficace. Forse solo un problema di condizione di Paz e Baturina, reduci dal Mondiale, che forse hanno bisogno di qualche giorno in più per essere al top. E infatti aveva sorpreso vedere Nico in campo a Liverpool solo quattro giorni dopo il ritorno all’attività. Forse si sono bruciati un po’ i tempi, questa settimana di lavoro potrà rimettere le cose a posto.

Poi c’è la questione esterni. Non banale. L’acquisto di due giocatori come Kaiki e Couto deve, nelle intenzioni di Fabregas, cambiare il modo di giocare del Como. Ma a Udine uno (Kaiki)era in panchina, perché non stava bene, l’altro (Couto) sta ancora cercando la giusta misura per interpretare un ruolo delicato, viste le due fasi. Siamo solo all’inizio. In officina azzurra c’è tempo e capacità per mettere a punto tutto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA