Parte la stagione del Como: Suwarso al raduno degli azzurri

PRIMO GIORNO Pochissima gente ieri a Mozzate per l’inizio degli allenamenti della squadra dopo le vacanze. Nel gruppo anche Audero, Fadera, Gabrielloni e Azon. Subito intensità con il pallone tra i piedi. Oggi doppia seduta

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Mozzate

Il Como decolla verso la sua stagione più incredibile, senza tifosi (vinti dal caldo) ma con la visita pastorale del presidente Suwarso a metà giornata. In un sabato rovente iniziato quando però faceva ancora “accettabilmente” caldo. Cioè alle 7.30 del mattino. A quell’ora i primi calciatori con i loro macchinoni extralusso hanno cominciato a infilarsi nel parcheggio del centro sportivo, tra i primi Morata. Non era l’allenamento di Ninni Corda alle 5 del mattino, ma insomma poco ci mancava. Silenzio tutto attorno, nessuna auto nessun passante. Nulla. Poche ore dopo avremmo scoperto che lo scenario sarebbe stato simile per tutta la giornata. Niente bagno di folla. Tra gli ultimi ad arrivare (l’ultimo è stato Perrone, ma c’è un motivo: un piccolo guaio muscolare da gestire), Cesc Fabregas, sorridente e convinto come non mai che la finale mondiale al vincerà la Spagna. Il battage pro Argentina per lui, amico di Messi e padre putativo di Paz, è bell e che finito. Ora c’è la Roja da sostenere. A proposito 1: era circolata l’idea di vedere la finale tutti insieme, di fronte allo schermo gigante di Mozzate, come era successo a Bormio, quando la comitiva assistette alla finale dell’Europeo. Ma poi l’idea è tramontata, troppo complicato organizzarla. A proposito 2: non è escluso che Fabregas conceda un viaggio premio a Perrone, in virtù del suo infortunio, per poter andare a vedere la finale dell’amico Nico Paz. Capiremo dalle foto social di oggi se la cosa è davvero successa.

Gente

Comunque, dai, facciamola fuori subito. Il giorno del raduno del Como nella stagione Champions ha visto l’adunata di dieci tifosi. Riflessioni: non c’era nulla di organizzato; non si poteva entrare; c’era un caldo da star male; molti tifosi sono in vacanza. Ma anche: in altre piazze cosa sarebbe successo? Como è sempre un po’ tiepida; dopo la clamorosa festa del 26 maggio, quella del giro in pullman, ci si poteva aspettare qualcosa di diverso. Morale: ecco perché Como è considerata un piazza ideale per fare calcio, non ti rompe le balle nessuno. Questo significa equilibrio e non perdersi in manifestazioni di piazza inutile ed esagerate; però è anche vero che neppure una qualificazione Champions, spinge ad andare oltre la logica.

Passiamo oltre. Facciamo la conta, sbirciando dal solito cavalcavia sopra i campi, dove peraltro una pianta rigogliosa e forse strategica impedisce vieppiù la visuale.

Tra i portieri all’opera, Burtez, Tornqvist, Vigorito e il redivivo Audero. Nella comitiva che si allenava, c’erano anche Gabrielloni, Azon e Fadera, unici di quelli teroricamente in smaltimento ad essere stati inseriti e accettati da Fabreags nel gruppo di lavoro. Per gli altri ci saranno altre soluzioni. La cosa ha aperto il dibattuto tra i tre tifosi arrivati alle 9: «Eh, Gabrielloni aspettano a mandarlo via, è uno che dà la scossa, magari lo tengono. Ma Fabregas non va a vedere la finale, così convince Messi a venire qui? A fare il vice Paz ovviamene...». E giù risatine ingannando l’attesa.

Lavoro

Il gruppo è sceso in capo alle 10, subito discorso di Fabregas al centro del famoso cerchio, discorso motivazionale e introduttivo concluso da un applauso. Due ore di lavoro che sono servite anche a un a riflessione su quanto sia cambiata la preparazione atletica. Niente montagna, niente salite, niente ripetute, niente gambe gonfie di acido lattico. Fosse ancora qui Onesti, trasalirebbe. Invece: saltelli sugli ostacoli in gruppi da quattro, agli ordini del preparatore. E subito pallone, doppia seduta tecnica, reparti a passare la palla subito con intensità, stile torello. Minipartitelle quattro contro quattro con porticine minuscole. Sei giri di campo, cui ha partecipato anche Fabregas correndo a fianco di Kempf, forse perché il più lento. Premio fitness club? Caqueret, che è partito e ha staccato tutti. Ah: aggregati anche Pisati, Baralla e Cassano della Primavera. Alle 9.30 è arrivato Ludi, arrovellato nelle sue telefonate di mercato, senza dare retta a chicchessia. Alle 12 è arrivato il presidente Suwarso, che si è infilato nella mensa per una visita motivazionale.

Dalle 12.30 hanno comicnato a uscire i giocatori, in auto, fermandosi con la decina di tifosi che ha deciso di sfidare il calci: autografi, anche su magliette e seggiolini dello stadio. Oggi doppio allenanento.

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