Punti, difesa, intensità: ecco Gravett

Basket Serie A Una guardia che sa fare il play, un mastino capace anche di garantire un buon livello in attacco. Alla scoperta dell’americano, visto anche in Nba per un anno. Giofrè: «Colpisce per la sua doppia dimensione»

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Cantù

Otto decimi cambiati, un’autentica rivoluzione a Cantù. Due sole conferme, Riccardo Moraschini e Leonardo Okeke.

Tra le novità assolute, c’è un nome che è sembrato aver intrigato non poco i tifosi nel lungo periodo estivo che ha accompagnato il mercato di Cantù. Hassani Gravett, guardia statunitense di 30 anni, in arrivo dal campionato dell’Azerbaijan, non passa inosservato. Gran fisico, treccine bionde che cadono sulle spalle. E un curriculum comunque di tutto rispetto, con una “spolverata” di Nba nel 2020/21 con gli Orlando Magic onorata con 6.3 punti di media in 21.5 minuti di utilizzo.

Gravett è stato presentato come guardia, ma chi ha visto gli highlights della sua ultima stagione azera con il Sabah ha visto... un play. Ed è uno dei segreti del nuovo statunitense di Cantù. Perché ha “skills” che gli consentono di essere sfruttato anche in cabina di regia. Seconda particolarità: è un mastino in difesa, come certificato anche dai due premi consecutivi vinti in Azerbaigian come miglior difensore.

Tutto da scoprire

Un giocatore ovviamente tutto da scoprire all’esame di italiano in serie A. Ma certamente può essere una bella scommessa: «È un giocatore forse poco noto in Italia, ma che conoscevamo bene – dice il gm canturino, Simone Giofrè –, che colpisce per sua doppia dimensione: offre infatti un buon livello in attacco, ma abbina anche una notevole capacità in fase difensiva, grazie all’aggressività agonistica che sa mettere in campo». Un’abilità che Gravett ha sviluppato fin dal college a South Carolina: «Ha avuto un coach – spiega Giofrè - che gli ha dato un imprinting che gli è rimasto negli anni e su cui ha lavorato. Così come ha lavorato su dinamismo, intensità e passaggio, tant’è che può anche essere sfruttato come play».

Il percorso

La sua carriera è interessante. A South Carolina ha raggiunto la Final Four Ncaa nel 2017, e non capita a tutti. Ha attirato le attenzioni degli Orlando Magic, che l’hanno preso per l’affiliata in G-League, i Lakeland, con chiude l’annata 2019/20 con 11.7 punti di media, vincendo la Southeast Division. La prima tappa europea è stata in Macedonia, dove ha vinto campionato e coppa nazionale con lo Skopje Aerodrom, con 12.1 punti segnati a partita.

Ancora Lakeland Magic, con la soddisfazione della “call up” di Orlando Magic, in Nba e nuovi giri in G-League (Memphis Hustle e Raptors 905), prima del ritorno in Europa. In Germania ha giocato con l’Oldenburg, sfiorando la doppia cifra di media in Bundesliga, in Polonia è stato un’arma importante dello Śląsk Wrocław, con cui ha debuttato in EuroCup. Parentesi estiva a Santo Domingo, prima del biennio azero con il Sabah, dove ha disputato Europe Cup e Champions League. Anche in questo caso, le soddisfazioni non sono mancate: al termine dei due anni, nel suo palmares rimangono infatti due campionati vinti, un premio di Mvp delle finali (2025) e due premi di miglior giocatore della stagione, con altrettanti premi di miglior difensore.

Ora, ci sarà da capire il suo impatto nel campionato italiano: «Ma non cadiamo nel tranello di considerare il campionato azero di basso livello. Certamente è meno competitivo rispetto alla serie A, ma Gravett è andato là soprattutto per disputare le coppe europee. Il fatto che sia con noi, senza competizioni internazionali, è una scelta dettata dal fatto che è un ragazzo che tende sempre a crescere e a migliorare», ha concluso Giofrè.

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