Sacripanti è tornato: «Urania, non vedo l’ora e ritrovo i Cremascoli. Cantù? ha scelto bene»

L’intervista Pino Sacripanti allena a Milano, in A2: «Club che ammiro. Avrò Alessandro e Stefano Gentile? Spero. Vitucci e Giofrè una garanzia»

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Pino Sacripanti è tornato. E ha tutta l’intenzione di ritrovare quel tocco che l’ha fatto diventare, ai tempi di Cantù “Pino Magique”. È di pochi giorni fa la firma con l’Urania Milano, società di A2 che Cantù – nei suoi anni di permanenza al piano inferiore – ha imparato a conoscere, qualche volta anche a sue spese. Sacripanti, 56 anni, si rimette in gioco in un progetto che punta alla valorizzazione dei giovani. E ritroverà alcune vecchie conoscenze: il presidente Ettore Cremascoli è infatti cugino di Anna, ex presidente di Pallacanestro Cantù.

Buongiorno coach, come si è creata questa chance a Milano?

È una società che ho sempre guardato con ammirazione: partita dalla C, è arrivata alla A2, in modo molto familiare, ossia valorizzando quello che avevano e diventando la seconda squadra di Milano. Li ho visti spesso dal vivo, trovando sempre un ambiente molto cordiale.

Che situazione le hanno prospettato?

Sicuramente non si potrà prescindere dalla valorizzazione di qualche giovane. Loro sono bravi in questo: Matteo Cavallero, per esempio, dopo undici anni all’Urania ha firmato con Udine. Si cercherà di fare un lavoro di questo tipo, con uno-due giovani. Sarà una squadra mixata, in cui non mancherà qualche esperto, così come non mancheranno i ventenni. E questo è un punto che mi appassiona.

Ritroverà la famiglia Cremascoli dopo tanti anni...

Ettore è il presidente, poi c’è Emanuele Bellani che fa parte della società. Non posso che avere un gran ricordo di Anna: insieme abbiamo vissuto due anni importanti a Cantù con lei presidente. Ci siamo sentiti e messaggiati in questi giorni, speriamo venga spesso alle partite. La loro è una famiglia appassionata di basket e questa conoscenza ha contribuito alla mia firma.

Altre conoscenze?

Luca Biganzoli, il general manager. È stato un giocatore delle minors per molti anni, ed è stato uno degli artefici del salto in A2 dell’Urania: è un dirigente che sa “pescare” nelle serie minori e ha occhio per i giovani. E nel marketing ritroverò Paolo Avvantaggiato, che era con me a Cantù come team manager e che mi dà anche una mano come assistente nella Nazionale Maxi 45 di cui sono responsabile tecnico.

La considera una ripartenza, dopo gli ultimi anni un po’ complicati?

C’è stata la parentesi negativa a Pistoia, in una situazione molto difficile, ma non voglio presentare questa opportunità all’Urania come un riscatto personale. Voglio solo ritrovare la grande piacevolezza di tornare in palestra e godere del mio lavoro, con una squadra spero il più allenabile possibile. C’è la possibilità di farlo in una piazza in cui, se si fa bene, c’è anche tanta visibilità. Soprattutto, c’è la voglia di tornare a costruire una squadra, partendo dall’inizio e non a stagione in corso.

Cosa aspettarsi dalla prossima A2?

Sarà un campionato di alto livello, come abbiamo potuto vedere nel corso della stagione. I giovani cercano una valorizzazione e un percorso formativo per arrivare ai massimi livelli. Nella finale Verona-Rimini abbiamo ammirato un 90% di giocatori che in A non sfigurerebbero o che in A hanno giocato ad alti livelli. La A2 è bella, interessante, oltre che competitiva. Tra l’altro, in A2 è tornata una mia vecchia squadra, Caserta e ne sono felicissimo. Ci lascia un’altra mia ex squadra, Scafati, tornata in A. E ora aspettiamo la finale tra Vigevano e una tra Roma e Montecatini.

E l’Urania con quali obiettivi si presenterà al via?

Per ora non abbiamo fissato nulla, perché la squadra si sta componendo solo ora.

C’è la possibilità di una “reunion” tra i fratelli Gentile, Alessandro e Stefano?

Non nego ci sia la volontà di percorrere questa strada. Non c’è ancora nulla di ufficiale, speriamo che tutto vada per il meglio.

Torniamo per un attimo a Cantù. Che ne pensa del nuovo corso Giofrè-Vitucci?

Provo affetto per entrambi. Simone è cresciuto con Arrigoni e con me negli anni della famiglia Corrado. Ha fatto una splendida carriera, degna delle sue capacità. Lo stesso vale per Vitucci, una delle persone che ho sempre sentito, spesso divisi da mille battaglie sui campi. Sono due persone a cui sono molto legato, così come lo ero a Walter De Raffaele, che ha svolto un gran lavoro a Cantù.

Tecnicamente, cosa potranno dare insieme?

È una coppia navigata, Simone sa perfettamente le tipologie di giocatori che Frank predilige per fare quello che ha in testa e proverà ad accontentarlo. Frank viene da una bellissima stagione a Scafati e ha sempre fatto bene. La forza sarà la loro solidità: loro due hanno attraversato insieme momenti belli e delicati, ma la coppia non è mai scoppiata. La chiave, al di là delle scelte, è l’armonia gm-allenatore. È un bell’attestato di stima aver riportato Giofrè a Cantù.

Sacripanti Coach dell’Urania e... ct della nazionale Maxi 45, con tanti ex giocatori pronti a rimettersi in gioco. Come procede la preparazione per gli Europei?

Partiremo per Atene il 26 giugno, vediamo se... sopravviviamo. Io sicuro perché sarò in panchina, i giocatori forse soffriranno un po’ di più in campo. Però mi meravigliano per l’entusiasmo che hanno. L. Spo

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