Tifosi di Cantù ottimisti per le novità della stagione: da Vitucci e Giofré all’Arena
Basket Serie A I sostenitori storici: «Ci fidiamo di coach e direttore, hanno esperienza. Finalmente un palazzo adeguato, non vediamo l’ora»
Lettura 2 min.Cantù
Quella che scatterà a ottobre sarà, per la Pallacanestro Cantù, una stagione ricca di novità. Nuovo allenatore, con Francesco Vitucci che ha preso il posto del coach della salvezza nello scorso campionato, Walter De Raffaele, nuovo general manager, Simone Giofrè nuovi giocatori, con i soli Riccardo Moraschini e Leonardo Okeke confermati, nuovo logo, ma soprattutto nuova arena, pronta a riportare il basket a Cantù, dopo anni di promesse infrante. Ciò che non cambierà, però, è la solita travolgente passione dei tifosi, da sempre l’uomo in più per i brianzoli.
Le opinioni
Proprio alcuni di loro, sostenitori da tempo immemore, hanno commentato le tante novità che caratterizzeranno la stagione che prenderà il via tra qualche mese. Tra questi c’è Mario Nicolini, sempre in prima fila per sostenere la squadra. «Ho buone impressioni – afferma –. Certo, il livello si sta alzando molto, vedasi Varese, e per Cantù diventa sempre più difficile. Credo si stia facendo il massimo con il budget a disposizione, allestendo una squadra su misura per un allenatore molto bravo come Vitucci. E Giofrè di bidoni non ne ha mai presi. Il palazzetto? Un asset importante a livello economico per renderci attrattivi sul territorio, anche dal Calcio Como». Maria Pia Cavalleri, socia di Tic, individua invece proprio nella nuova arena il principale motivo di attesa per il prossimo campionato. «Non vedo l’ora – dichiara –. Ho fatto visita al cantiere con il Fai ed è stato già emozionante vederlo durante i lavori. Mi immagino come sarà una volta pronto. Lo abbiamo aspettato per decenni e forse, a un certo punto, non ci credevamo neanche più. La squadra? Essendo molto nuova è un punto di domanda. Spero di vedere il marchio di Vitucci: bel gioco, divertente, con anima».
Il nuovo coach e il gm mettono d’accordo un po’ tutti, compreso Sandro Pifferi, imprenditore e tifoso di Cantù dal 1961: «Spero in Giofrè e Vitucci. La squadra per ora non è fatta da fenomeni, ma nemmeno da giocatori scarsi. Lo scorso anno avevamo nomi più altisonanti che hanno deluso. A volte è meglio qualcuno di meno noto, ma che poi rende davvero: quando arrivò gente come Stonerook, chi la conosceva? Fiducia ce n’è».
Sulla stessa linea Enrica Arnaboldi dell’associazione Chanturium, storica sostenitrice: «Nulla da dire sull’allenatore – afferma –. Ha riportato in A1 Scafati e credo avrà tutta la motivazione per riconfermarsi in categoria. Ha la maturità professionale per fare bene. Conosco Giofrè da una vita, ci sa fare e mi fido del suo lavoro. I giocatori, a volte, rendono bene in un contesto e fanno fatica in un altro: è difficile dare giudizi, sta allo staff trovare la coesione. Tornare a Cantù sarà un’arma in più. Dopo 30 anni di attesa, finalmente avremo un palasport adeguato a ciò che siamo».
Un po’ di sana scaramanzia
Poi c’è anche chi, come il presidente della Bcc Angelo Porro, preferisce non sbilanciarsi: «In questa fase di costruzione, sia sulla costruzione della squadra sia per il palazzetto, preferisco non dire nulla. Anche perché, sportivamente parlando sono un po’ scaramantico...».
Cauto anche il presidente del Basket Club Tremezzina Claudio Vaccani: «Attendiamo l’arrivo degli ultimi due americani e di vedere come lo staff assemblerà la squadra. Di sicuro siamo contenti per il palazzetto. Per chi come noi veniva dal lago è un impegno minore, ma sicuramente anche la società ne trarrà beneficio».
Tra scaramanzia e curiosità, ciò che è certo è che in città c’è già tanta voglia di Pallacanestro Cantù.
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