Vitucci la vede così: «Gruppo senza star e con tanta voglia»
Basket Serie A Cantù e la prima settimana di lavoro. Il coach: «Buone sensazioni e questa palestra è super. La squadra recepisce al volo le richieste, c’è un bel mix»
Lettura 2 min.cantù
Un classicissimo dell’estate: le prime impressioni dell’allenatore di Cantù, dopo una settimana di lavoro. Tradizione mantenuta anche quest’anno: dopo l’ultimo allenamento settimanale – ieri la squadra ha riposato, oggi si torna in campo al pavilion a ranghi completi con il primo giorno di Isaiah Miles, l’ultimo giocatore atterrato in Italia -, coach Franck Vitucci ha fatto il punto della situazione. Spingendosi anche un po’ oltre, su aspettative e segnali che si attende da questo o quel giocatore.
«La prima settimana – ha detto il nuovo tecnico - è fatta apposta per cercare di mettere tutti sullo stesso piano di partenza per quanto riguarda la condizione atletica. E serve a inserire i primissimi concetti offensivi e difensivi». C’è chiaramente anche dell’altro: «Nel linguaggio comune, i primi giorni servono anche a imparare a conoscersi e con otto nuovi giocatori, questo punto è particolarmente importante. Credo sia necessario sfruttare tutti i momenti dell’allenamento per acquisire una conoscenza comune, che cominci a dare sicurezza».
L’entusiasmo non manca
I primi sei giorni sono stati anche un primo faccia a faccia con gli staff: «Per noi allenatori si tratta di una fase “esplorativa”, cerchiamo sempre di capire come sono davvero questi ragazzi, che arrivano da realtà diverse: una cosa sono i video e le telefonate in sede di trattativa, un’altra è vederli all’opera nel quotidiano. Il giocatore lo si capisce solo in questi momenti. Devo dire che ovviamente, come succede anche in ambito scolastico, l’entusiasmo è alto, c’è voglia di fare e, qualche volta, anche di strafare. E, aggiungo, ci mancherebbe altro... L’importante è che tutti lavorino bene e che non si facciano male, i carichi vanno ben dosati».
Vitucci introduce un argomento importante in questa fase, il capitolo dedicato al preparatore atletico, una delle figure centrali del precampionato. Salutato Roberto “Sam” Bianchi, è arrivato un suo allievo ai tempi dell’Università, Federico Conti, dopo l’esperienza alla Virtus Bologna: «Il preparatore – spiega Vitucci - detta i tempi del nostro lavoro. Agiamo sulla base del suo lavoro preparatorio, se così si può dire. Questa settimana abbiamo seguito uno schema due-due-uno, quindi due allenamenti doppi e uno singolo con mezza giornata di riposo. La domenica l’abbiamo lasciata libera, sono stati giorni tosti. La prossima settimana sarà più o meno identica, con uno scrimmage finale a Tortona».
Tra le novità, c’è anche la palestra. Una struttura che Vitucci promuove: «È super, ci si allena bene e devo fare i complimenti a chi ha reso possibile la sua realizzazione che, peraltro, non è ancora ultimata perché a breve avremo anche una sala pesi completa. Intorno c’è un cantiere, ci sono polveri, ma è sempre perfetta. E l’aria condizionata aiuta a lavorare meglio».
La squadra si farà, ma il roster è ora al completo. Che ne pensa Vitucci? «È un bel mix di veterani, di varia provenienza ed esperienze, con qualche giovanotto interessante. Penso che sia una squadra formata da ragazzi mediamente motivati, giocatori in grado di coprire più di un ruolo, quindi anche discretamente versatile. Ovviamente è presto per dare giudizi, ma mi piace il fatto che sia un gruppo che recepisce al volo le richieste. Ho buone sensazioni, e ci sono tutti i presupposti per fare bene».
Udom, Parravicini e Okeke
Par di capire che, tra i tanti arrivati, ci siano alcuni giocatori con un pungolo ulteriore. E rispondono ai nomi di Udom e Parravicini, alla loro vera prima esperienza in A: «Sono animati dalla voglia di dimostrare di meritare il salto in avanti che hanno fatto dalla A2. Anche loro è richiesto un adattamento a un livello superiore nella rapidità di gioco, nella pulizia del passaggio e hanno bisogno di tempo». Molto atteso anche Okeke: «Fisicamente ora è posto, lui è atteso a una stagione importante. Passi in avanti ci sono stati anche la scorsa stagione: non sovraccarichiamolo di fardelli inutili, ma ha qualità che pensiamo possa far fruttare al meglio. In generale, da tutti questi giocatori mi aspetto un contributo importante, sicuramente saranno un pezzo importante dell’anima di questa squadra».
Vitucci concorda con il gm Giofrè: «Qui non ci sono “star”. Non c’è un grande nome che magari qualcuno si aspettava, ma una serie di ottimi giocatori che hanno il compito di trainare la squadra, non ultimo Christon, che sarà estremamente importante. Il mercato? Si devono fare i conti con il budget e, purtroppo, con il fatto che siamo tra le poche squadre che non disputa le coppe. Una squadra è più appetibile se le gioca. Gravett? Lui è un’eccezione: voleva alzare il livello, dimostrare che, dopo il campionato azero, può fare bene anche in Italia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA