Comunicato Stampa: ‘ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), bambini e adolescenti'
(Arv) Venezia, 29 aprile 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Anna Maria Bigon (Pd), componente della commissione consiliare competente in politiche sociosanitarie, è intervenuta sul tema: ‘ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), bambini e adolescenti, tra servizi territoriali carenti e inesistenti’, assieme a Cristina Ceriani, Presidente del gruppo ‘ADHD Veneto’, e a Valentina Zenatti, Vicepresidente del gruppo.
“Oggi, portiamo all’attenzione un tema, quello dell’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, che per troppo tempo è restato ai margini delle politiche regionali – ha affermato Anna Maria Bigon - Eppure, decine di migliaia di veneti, il 2% della popolazione, sono coinvolti, la presa in carico è insufficiente, le diagnosi sono tardive, i percorsi di cura disomogenei, ogni Ulss sembra agire per conto proprio, manca il necessario sostegno alle famiglie e si ricorre sempre di più al settore privato. Anche la formazione dei professionisti è inadeguata. Bisogna investire di più nella prevenzione. Per cercare di rispondere a tutte queste criticità, abbiamo depositato, negli ultimi anni, tre Mozioni. Con la prima, abbiamo chiesto l’aumento e il potenziamento dei servizi territoriali, e che venga garantita maggiore omogeneità nelle cure, dato che oggi vi sono differenze significative tra le varie Ulss. Con il secondo provvedimento, abbiamo chiesto che il personale sanitario e i professionisti vengano adeguatamente preparati per riconoscere i primi sintomi della patologia e arrivare rapidamente a una diagnosi. Crediamo infatti che sia fondamentale effettuare una diagnosi tempestiva: due anni di attesa non sono accettabili, per le famiglie, per i ragazzi, per chiunque viva nella nostra società. La terza Mozione chiede che ogni Ulss sia dotata di un Centro dedicato alla presa in carico dell’ADHD: un luogo dedicato alla diagnosi, alla formazione e all’erogazione dei servizi, capace di offrire un supporto concreto alle famiglie e alle persone, minori e adulte, che convivono con questo disturbo.”
“In sede di bilancio, abbiamo chiesto alla Regione più investimenti. I nostri emendamenti non sono stati accolti, ma continueremo a lavorare su questo fronte”, ha chiosato Bigon.
Chiara Luisetto, Vicepresidente della Quinta commissione, ha sottolineato “l’importanza della conferenza stampa che oggi, attraverso voci professionali, ha portato all’attenzione l’ADHD. Più in generale, la tematica del disagio giovanile è molto sentita e i ragazzi non sono sufficientemente accompagnati nelle loro fragilità. Ci vuole una presa in carico tempestiva, che può fare la differenza. La Regione ha la responsabilità di intervenire.”
Cristina Ceriani e Valentina Zenatti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del gruppo ‘ADHD Veneto’, che cerca di fornire supporto alle famiglie e alle persone affette da ADHD e diffondere la conoscenza su questo disturbo, organizzando eventi e incontri, hanno illustrato diverse slides che fotografano le principali criticità presenti attorno all’ADHD.
“Il nostro impegno è innanzitutto quello di ascoltare le famiglie e le persone affette da ADHD - ha spiegato Cristina Ceriani - Organizziamo gruppi di mutuo aiuto con cadenza mensile, in modalità online, proprio per raggiungere tutto il Veneto. Questo ci permette di creare una rete e di condividere esperienze e difficoltà. A Verona, inoltre, siamo in contatto con il Provveditorato agli Studi e abbiamo affiancato gli Sportelli scolastici. Rispondiamo alle richieste delle famiglie, offrendo loro un orientamento concreto: indichiamo a quali medici e psicologi potersi rivolgere e quali percorsi intraprendere. Molte famiglie, infatti, si trovano spiazzate, non sanno dove andare, né come organizzarsi. Crediamo che le principali criticità legate a questo disturbo, siano innanzitutto i tempi di attesa per la diagnosi del disturbo nei bambini: spesso servono anche due anni, e ogni mese perso è fondamentale a quell’età. Nei ragazzi più grandi, è forte il problema della dispersione scolastica, mentre negli adulti, se il disturbo non viene intercettato in tempo, possono insorgere ulteriori difficoltà, come dipendenze, isolamento sociale, problemi relazionali, separazioni e anche perdita del lavoro.”
Valentina Zenatti ha presentato i risultati emersi da un sondaggio tra le famiglie con persone affette da ADHD.
Riportiamo alcuni dati presentati nel corso della conferenza stampa, che attestano in particolare la forte disomogeneità tra le diverse Ulss del Veneto nell’affrontare l’ADHD.
Con riferimento all’anno 2022, l’Ulss 4 ‘Veneto Orientale’ ha presentato un elevato tasso di minori seguiti, mentre l’Ulss 6 Euganea ha seguito la maggior percentuale di adulti rispetto ai minori.
Quanto ai tipi di terapia utilizzati per curare l’ADHD, con riferimento al periodo 2022- 2024, l’Ulss 4 ‘Veneto Orientale’ ha fatto ricorso esclusivamente ai farmaci rispetto alla terapia psico- educazionale, quest’ultima scelta invece in prevalenza dalle Ulss 1 ‘Dolomiti’, 2 ‘Marca Trevigiana’, 7 ‘Pedemontana’ e 8 ‘Berica’.
Con riferimento all’anno 2024, spiccano i dati afferenti all’Ulss 7 ‘Pedemontana’, con oltre 300 nuovi casi di ADHD registrati tra gli adulti, e all’Ulss 6 ‘Euganea’, con oltre 250 nuovi casi registrati sempre tra gli adulti.
Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività determina nelle famiglie una forte dose di stress nella gestione della quotidianità. Quasi il 30% dei genitori ha infatti risposto ‘abbastanza’ alla domanda: “Quanto è difficile per tuo figlio/a iniziare i compiti o una faccenda domestica senza ripetuti solleciti?”
La diagnosi del disturbo giunge spesso al termine di un lungo percorso. Oltre il 29% dei genitori ha infatti risposto di essere ‘ancora in attesa’ alla domanda “Dalla prima volta che hai richiesto un appuntamento per te stesso/a o per tuo figlio/a, quanto tempo è trascorso prima di ottenere una diagnosi ufficiale e la relativa certificazione?”
A dimostrazione del forte impatto economico e sociale determinato dall’ADHD, alla domanda: “Quale percorso hai dovuto intraprendere per ottenere la diagnosi di ADHD?”, quasi il 60% ha risposto di essersi rivolto al settore privato, per evitare le liste di attesa, facendosi carico di un costo medio compreso tra i 300 e i 1000 euro.
E c’è un problema di formazione per approcciarsi in modo consapevole e corretto a persone affette da ADHD. Quasi il 45% delle famiglie pensa che i docenti siano poco formati nella gestione del disturbo, tendendo a confondere la disattenzione con mancanza di volontà o confondendo l’ADHD con mancanza di educazione.
Per il 56,80% delle famiglie, la scuola tiene conto di certificazioni preparate da professionisti che non fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale.
Il 16.20% delle famiglie ha dichiarato che il proprio figlio, dopo essere costantemente ‘sgridato’ o ‘sorvegliato’ a scuola, tende a chiudersi in sé stesso e a non partecipare più alle attività didattiche; mentre il 9.50% ha dichiarato che il proprio figlio ha sviluppato un senso di ingiustizia e di rabbia verso l’istituzione scolastica.
Molto impattanti risultano essere anche le difficoltà lavorative per chi è affetto da ADHD. Il 41.20% ha dichiarato di essere stato ‘molto limitato nelle attuali possibilità di scelta lavorativa’, sentendosi costretto ad accettare lavori che non piacciono non avendo le qualifiche per aspirare ad altro.
Molto stretto il legame tra dipendenze e gestione dell’ADHD. Il 41.20% ha infatti dichiarato di ‘aver spesso fatto ricorso a sostanze, come la nicotina, la caffeina in eccesso, l’alcol, per calmare la mente o trovare energie per la concentrazione dovendo gestire i sintomi dell’ADHD o lo stress derivante dal sentirsi inadeguato a scuola o sul lavoro.
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