(Arv) Venezia, 22 maggio 2026
“È una notizia che non avrei mai voluto leggere. Carlo Petrini, per tutti Carlin, non è stato soltanto il fondatore di Slow Food: è stato una delle grandi coscienze civili del nostro Paese, un uomo capace di cambiare il modo in cui guardiamo al cibo, alla terra, ai prodotti, ai territori e alle comunità che li custodiscono”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ricordando Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre.
“Ho avuto modo di conoscerlo bene, di frequentarlo, di diventarne amico – prosegue il Presidente Zaia –. Ci siamo incontrati la prima volta quando ero Ministro dell’Agricoltura, credo fosse il 2008, ma la sua fama lo aveva preceduto da molto tempo. Lo conoscevo già a distanza, lo seguivo, ne apprezzavo la forza di pensiero. Carlin era una figura rara: visionaria, iconica, per certi aspetti quasi mistica nel suo rapporto con la terra e con le identità produttive. Aveva capito prima di molti altri che un prodotto non è mai soltanto un prodotto: è una storia, una famiglia, un paesaggio, una comunità, una cultura che attraversa le generazioni. E’ nata una bella amicizia, fatta di lunghe chiacchierate, confronti, idee comuni. Carlin era sempre un passo avanti a tutto”.
“Petrini è stato tra i primi a parlare, con linguaggio moderno e forza internazionale, di identità dei territori, biodiversità, produzioni locali, sostenibilità, dignità dei piccoli produttori – aggiunge Zaia –. Era un profondo conoscitore dei prodotti tipici italiani e delle storie che stanno dietro a quei prodotti. Ha avuto il merito enorme di far riscoprire agli italiani, e in molti casi di far scoprire per la prima volta, il valore autentico di ciò che avevano sotto gli occhi: le campagne, le colline, le malghe, le vigne, i mercati, le cucine, i saperi contadini”.
“Quando oggi parliamo di filiera corta, di qualità, di cibo buono, pulito e giusto, di tutela delle produzioni locali e di agricoltura come presidio culturale, dobbiamo ricordare che Carlo Petrini queste parole le aveva già portate al centro del dibattito quando non erano ancora patrimonio comune – sottolinea il Presidente del Consiglio regionale –. In un tempo che correva verso l’omologazione, lui ha difeso la differenza. In un mondo che misurava tutto sulla quantità, lui ha rimesso al centro la qualità. In una società che rischiava di perdere il legame con la terra, lui ha spiegato che senza radici non c’è futuro”.
“Il Veneto gli deve molto, come gli deve molto l’Italia intera – continua Zaia –. Le nostre produzioni, le nostre tradizioni agricole ed enogastronomiche, i nostri paesaggi coltivati, il lavoro silenzioso di tanti produttori hanno trovato anche nel suo pensiero una forma alta di riconoscimento. In anni in cui si parlava solo di nouvelle cuisine, dei prodotti esteri, Petrini ha dato una scossa d’orgoglio alla nostra Italia. Non ha semplicemente promosso il nostro cibo: ha restituito dignità culturale a chi lo produce, lo conserva, lo tramanda e lo racconta”.
“Carlin aveva una qualità che appartiene solo ai grandi: sapeva parlare ai contadini e agli intellettuali, ai giovani e alle istituzioni, ai produttori e ai cittadini – conclude il Presidente Zaia –. Non separava mai il cibo dalla persona, l’agricoltura dalla comunità, il prodotto dal territorio. Per questo la sua lezione resterà. Alla sua famiglia, alla comunità di Slow Food, a Terra Madre e a tutti coloro che hanno camminato con lui va il mio cordoglio personale e quello del Consiglio regionale del Veneto. Con Carlo Petrini se ne va un uomo che ha aiutato l’Italia a conoscersi meglio”.
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
© RIPRODUZIONE RISERVATA