La Cnn perde le... bretelle
Con Larry King finisce un'epoca

Il popolare conduttore, che in 25 anni ha ospitato tutti i personaggi più famosid'America, presidenti compresi, si è ritirato con l'ultima puntata del suo programma. Ora vanno trasmissioni e conduttori aggressivi e di parte: "Com me finiscono i talk show, ora non si lascia parlare nessuno"

Per la tv americana e internazionale si chiude un'epoca, quella di Larry King. Imperatore della prima serata Cnn negli ultimi 25 anni, Larry King ha deciso, alla veneranda età di 77 anni, di "appendere le bretelle al chiodo" per passare il testimone all'inglese Piers Morgan, già direttore del Daily Mail e famosissimo giudice del talent show 'America's Got Talent'.

. L'annuncio era stato dato da King lo scorso giugno, quando la Cnn stava celebrando il 25esimo compleanno del suo talk con una carrellata di ospiti del calibro di Barack Obama, Bill Gates e Lady Gaga.
 "E' arrivato il momento di appendere le mie bretelle al chiodo" aveva ironizzato il presentatore, forte di 50mila interviste all'attivo. "Con me - aveva in seguito sentenziato - finiscono i talk show. Oggi i presentatori non lasciano parlare nessuno. Invitano gli ospiti ma poi li interrompono. Io non ho mai attaccato nessuno".

La ricetta di King si era rivelata vincente quando, nel giugno 1985, nessuno credeva ancora nel potenziale di un canale di sole news come la neonata Cnn. Il giornalista newyorkese, al secolo Lawrence Harvey Zeiger classe 1933, si era velocemente imposto come leader dei talk show giornalistici via cavo: all'apice del successo il suo programma vantava oltre 1,3 milioni di spettatori.

Un primato che però era andato recentemente perdendo, crollando al terzo posto nella classifica dei programmi di approfondimento serali delle all news, dopo gli avversari Sean Hannity di Fox News e Rachel Maddow di Msnbc. Quest'anno il 'Larry King Live' ha registrato una media di 700mila spettatori, ossia meno della metà dell'audience dell'anno di sua massima popolarità, il 1998, quando portava a casa 1,64 milioni, mentre ancora nel 2003 resisteva sugli 1,54 milioni.

Le difficoltà della stella del giornalismo televisivo sono state attribuite al vistoso indebolimento dell'emittente di Atlanta, vittima del successo delle tivù concorrenti che si distinguono per opinioni politiche assai marcate: Fox per i conservatori e Msnbc per i liberal.

Il "regular guy approach" di King, comunque, non ha aiutato gli ascolti in un'epoca in cui sul piccolo schermo, e non solo, sembra pagare il radicalismo.
Oltretutto, la sua proverbiale mancanza di iper-preparazione sugli argomenti lo aveva messo negli anni in situazioni imbarazzanti come quando, nel 1998, si trovò a chiedere all'interprete di un famoso telefilm, Jerry Seinfeld, se avesse lasciato il programma di sua volontà o la rete lo avesse cacciato, quando tutti gli americani sapevano che i produttori gli avrebbero triplicato lo stipendio pur di tenerlo in onda. "Ero il programma più visto d'America, Larry" gli rispose il protagonista della sit-com 'Seinfeld', scocciato. "Hai una vaga idea di chi io sia?".

Così Piers Morgan, che debutterà a gennaio, ha già preso le distanze in modo non troppo britannico. "Cambio tutto - ha dichiarato - rifaccio tutto e non invito ospiti superficiali come Madonna o Lady Gaga". "Il format, tutto cambierà - ha aggiunto - non ho intenzione di comportarmi come un altro uomo che si mette a sedere nello studio della Cnn con indosso bretelle rosse. Non voglio copiare Larry perché è una leggenda. Come non mi metterei a storpiare My Way dopo aver ascoltato Sinatra sul palco del Sands".

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