Sodini sprona Cantù: «Teniamo
l’asticella sopra la sufficienza»
Il coach: «non potremo riproporre forse mai più la partita contro Milano in Coppa, ma nemmeno vorrei rivedere quei momenti di “down” come successo contro Venezia»
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Probabilmente anche Eraclito, Parmenide e tutti gli adepti della scuola eleatica strabuzzerebbero gli occhi vedendo applicati i loro concetti filosofici alla pallacanestro.
Ma coach Marco Sodini ce l’ha fatta: finissimo e abile comunicatore, il tecnico della Red October Cantù è riuscito a scansare le inevitabili banalità e le frasi di circostanza di un prepartita a colpi di filosofia, e nemmeno tanto spiccia.
Un capolavoro di citazioni, dogmi e massime, partendo dalla polemica del 500 a.C. tra chi sosteneva che l’essere non è mai uguale a se stesso (Eraclito) e chi sosteneva invece l’immobilità dell’essere (Parmenide).
E il basket, in tutto questo discorso, come si incastra? Ecco la spiegazione sodiniana. Che, tra immobilità e scorrevolezza, sceglie la via di mezzo: «Io ho sempre parlato di processo di crescita della mia squadra, ora però dopo Firenze abbiamo consolidato la nostra conoscenza reciproca: stiamo costruendo la nostra identità, come mai prima d’ora durante l’era dei Gerasimenko: è la prima volta che viene fatto un innesto a marzo. A questo punto ho una pretesa: non voglio più abbassare l’asticella sotto una certa soglia di sufficienza. Mi spiego: non potremo riproporre forse mai più la partita contro Milano in Coppa, ma nemmeno vorrei rivedere quei momenti di “down” come successo contro Venezia».
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