Cra Cantù e la serie A2
Le mosse per giocarci

Non è solo festa. Come tutti gli addetti ai lavori si immaginavano, dal momento successivo alla promozione, avvvenuta sabato sera, è scattato il piano per affrontare un salto importante e molto impegnativo

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La Cra Cantù merita di festeggiare la sua grande impresa. La promozione in serie A2 di pallavolo, punto più alto della sua storia, arrivato dopo un campionato eccezionale, è un grande evento. Ma non è solo festa. Come tutti gli addetti ai lavori si immaginavano, dal momento successivo alla promozione, avvvenuta sabato sera con l'ennesima vittoria per 3-0, è scattato il piano per affrontare un salto importante e molto impegnativo.
Prima notizia, fodamentale: la Cra vuole fare la A2. E cercherà in tutti i modi di muovere le pedine affinchè i tasselli vadano al loro posto. La società si è data tre settimane di tempo per capire come arrivarci. Perché il presidene Ambrogio Molteni è stato chiaro: «Se andiamo in A2 è per lottare, dire la nostra e programmare una permanenza in quella categoria. Non è per toglierci uno sfizio, poter dire che ci siamo andati, e magari poi fare una stagione sul fondo. Vogliamo strutturarci per bene e fare le cose seriamente». Detto che, dunque, la volontà c'è, ora bisogna vedere la fattibilità del progetto. Le aree di intervento sono tre. In ordine di importanza: il budget, che in A2 diventa quasi il triplo rispetto a quello che serve nella serie inferiore; la struttura societaria, che deve essere completata con ruoli ad hoc; il palazzetto, che deve sottostare ad alcune regole.

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Eco di Bergamo La Cra Cantù in A2