Una sfida mai banale. Sventola in curva
il ricordo di Meroni
Tifoserie non gemellate, ma per sempre unite dal ricordo del campione. La contestazione a Cairo che 21 anni fa stava per comprare il Como
Lettura 1 min.Torino.
Entrare al Comunale di Torino (fatecelo chiamare ancora Comunale) è come fare un giro in un Museo del calcio. Le vetrate retrò, il cemento vivo, le gradinate, i seggiolini della tribuna d’onore. Sembra di stare negli Anni Settanta, ed è un valore per noi vecchi lupi di stadi, di fronte a tanti impianti moderni e anonimi. Lo stesso fascino di quando entri in una plaza del toros in Spagna: se la trovaste tutta hitech e moderna non la trovereste deludente? Se non ci fossero le parti in legno e le sedute scomode non restereste delusi? Del resto nel mondo granata tutto trasuda di storia. La curva contesta duramente il presidente Cairo, una specie di rito prima che inizi la partita. Poi, nonostante la decisione di non appendere gli striscioni per protesta, la curva spinge la squadra con cori da stadio turco o greco, tanto sono roboanti. E Cairo? Fa spallucce. Forse starà pensando che 21 anni fa stava per comprare il Como da Preziosi, forse per via della moglie comasca. Il Lario del resto è ricomparso nella sua vita e oggi tratta freneticamente con Como e Cantù programmando le prossime edizioni del Giro d’Italia e del Giro di Lombardia.
Torino-Como non sarà mai una partita normale, per i tifosi del Como e forse neppure per quelli del Toro. Nel nome di Gigi Meroni. E' sempre un colpo al cuore passare dove fu investito il 15 ottobre del 1967 al termine di un Torino-Sampdoria. E’ per questo che nel settore dei tifosi del Como sventola incessantemente un bandierone che raffigura Gigi Meroni: non poteva mancare. Nell’hospitality della Beretta c’è Antonio Comi che è stato un giocatore dirigente del Toro ma anche un giocatore azzurro sei mesi nel 1995. Applaude. Il Como gioca con la bellisima divisa inglese maglia bianca e pantaloncini blu notte. Qui gli azzurri nel 1990 patirono una delle sconfitte più cocenti della loro storia, un 5-0 che contribuì a spedirli in serie C. Ma lo scorso anno risposero alla storia e vinsero per 5-1. E quest’anno? Beh dai quasi. Ultimamente il Museo del Calcio è anche un Museo di glorie azzurre.
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