Fattorie oceaniche per le alghe
Saranno il petrolio verde della Ue

Impianti eolici come punti d'ancoraggio per le macro alghe che possono portare alla produzione di bietanolo. E' una delle possibilità allo studio della Ue che finanzia alcuni progetti in particolare diretti a valorizzare le micro alghe, piccolissime che possono essere coltivate in qualsiasi specchio d'acqua e fornire combustibile

Le energie rinnovabili si danno la mano. Dalla Conferenza European Algae Biomass è emerso che gli impianti eolici offshore potrebbero diventare infatti degli ottimi punti di ancoraggio per la coltivazione di macro alghe, cioè quelle che siamo abituati a vedere sulle nostre spiagge. Da queste erbette verdastre si può produrre bioetanolo, e costituiscono, perciò, un enorme potenziale energetico per l'Europa.
La coltivazione delle alghe, una piattaforma dove farle asciugare e poi procedere alla loro lavorazione può dar vita ad una "fattoria oceanica delle alghe".
La prima realizzazione di questo tipo è già realtà in Olanda.
Ma oltre a quelle che noi conosciamo come alghe ci sono anche le microalghe, quelle piccolissime che ci appaiono solo come una sfumatura verde sull'acqua. Sul potenziale di queste ultime, che si possono coltivare in un qualsiasi specchio d'acqua, ci sono già diversi progetti sperimentali per produrre biodiesel.
Negli stati Uniti si scommette forte sulle alghe e sul loro potenziale energetico. Negli Usa sono già stati investiti più di tre miliardi di dollari per progetti di sviluppo delle biomasse dalle alghe. L'Europa per ora è meno generosa. I paesi leader nello studio del settore sono la Germania e la Francia, quest'ultima impegnata nel produrre mangimi animali prodotti per l'alimentazione umana e integratori alimentari.
Dal canto suo la Commissione europea ha cofinanziato un primo progetto per valutare le potenzialità che offrono le alghe per produrre biocarburanti.

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