Sabato 26 Dicembre 2009

Un tunnel sotto il lago
per superare il nodo di Argegno

Può essere un sogno ma anche una splendida realtà: si tratta di una variante sui fondali del lago lungo la Regina per superare il nodo di Argegno:
se entro il 2015 la variante della Tremezzina dovrebbe essere pronta, si guarda avanti.
Finora si è guardato a monte con una variante in parte a cielo aperto e in parte in galleria, ora si punta su un tracciato sublacuale con una soluzione, in piccolo, simile a quella attuata sotto la Manica per congiungere Francia e Gran Bretagna oppure a quella tra Danimarca e Svezia. Ma tenendo conto anche di quanto avvenuto a Zurigo con un polo commerciale al di sotto del livello del lago.
«Le ragioni che hanno spinto l’amministrazione e i tecnici a perseguire la soluzione a lago sono fondate su solide premesse – dice il sindaco Francesco Dotti – e si collegano al cospicuo impatto ambientale causato da una variante a monte, tenendo conto della necessità di raccordare due strade provinciali, quella per Schignano-Erbonne e quella per Dizzasco-San Fedele e di superare l’avvallamento del Telo. Sarebbero necessari svincoli e viadotti, poi ci sono di mezzo le gallerie sotto il centro abitato e sappiamo bene quello che a suo tempo è accaduto a Menaggio. La soluzione sublacuale sarà anche avveniristica, ma ha una ragione d’essere e secondo gli accertamenti tecnici finora effettuati un’opera del genere sarebbe fattibile».
L’idea ha già trovato una conferma in occasione della prima conferenza tecnica sulla Vas, la valutazione ambientale strategica che si è tenuta in municipio, passaggio obbligato per l’attuazione del piano di governo del territorio. Nell’occasione, l’urbanista Giuseppe Tettamanti ha illustrato la proposta della variante a lago e i consensi sono stati unanimi.
La strada sotto il lago sarebbe lunga un chilometro e mezzo, meno costosa rispetto alla soluzione a monte e inizierebbe subito dopo il Crotto dei Platani per sbucare verso Colonno un po’ prima del depuratore delle Camogge. Davanti al pontile passerebbe a 15 metri di profondità senza arrecare disturbo alla navigazione.

u.montin

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