Martedì 06 Luglio 2010

E' il prof dell'anno:
premiato e licenziato

COMO - «Sono i paradossi dell'Italia», sorride ironico il Luca Piergiovanni, mentre fa anticamera nei corridoi dell'Ufficio scolastico provinciale. In mano ha la stampata di un'e-mail con cui lo informano che riceverà il premio «Docente dell'anno». E non di Como, ma di tutto lo Stivale. La lettera, infatti, è a nome del presidente dell'Associazione nazionale presidi, che ha istituito questo concorso assieme a Microsoft per valorizzare chi sa «migliorare la didattica nelle scuole attraverso la tecnologia». Sarà il ministro Gelmini a consegnargli il riconoscimento. La stessa, e qui sta il paradosso, che nelle ultime settimane ha lasciato a casa decine di docenti comaschi. E Piergiovanni è tra questi. Insomma, premiato e licenziato.
Piergiovanni attinge ai premi che riceve per i progetti didattici: «Dal ministro Brunetta ho avuto un computer e l'ho regalato alla mia classe. La scorsa settimana siamo stati invitati a presentare i nostri lavori a due festival dell'innovazione digitale a Firenze e a Venezia: a me pagano il viaggio e io pago la metà del biglietto dei miei studenti». Già, ragazzini delle medie che a luglio vanno a scuola volontariamente per finire i progetti iniziati durante l'anno (hanno persino intervistato Laura Johns del dipartimento Istruzione americano).
Il prof è un precario da 800 euro al mese (ha uno "spezzone" di cattedra da 12 ore). Nasce ad Arezzo 37 anni fa, 4 di laurea in lettere, 2 di Ssis, 3 corsi di perfezionamento e 2 pubblicazioni scientifiche non gli bastano per trovare una cattedra nella sua città. «Dovetti tornare a fare il dee-jay. E pensare che abitavo davanti a una scuola media...», racconta Piergiovanni, che nonostante tutto non perde la voglia di scherzare. Al sindacato gli dissero che Vicenza, Bergamo e Como erano le piazze più libere. Scelse il Lario. In 5 anni ha cambiato 4 scuole, l'ultima la media di Uggiate Trevano. «Sempre contratti annuali - dice - e ogni 1° luglio mi tocca iscrivermi alle liste di disoccupazione». Stavolta non sa se a settembre rientrerà tra gli "occupati". «Con i tagli, a Uggiate ho perso il posto io e anche una collega di ruolo». Mentre sogna di tornare ad Arezzo, dove ha una casa e vorrebbe mettere su famiglia, aspetta di essere ricevuto all'ex provveditorato da chi ha creduto nei suoi progetti e li ha estesi a tutta la provincia. «A Podclass hanno aderito 15 scuole e a Nonni su Internet 16. Dovrò girarle tutte. Spero mi confermino l'incarico che quest'anno mi ha consentito di completare la cattedra e arrotondare i miei 800 euro».

a.savini

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