Mercoledì 21 Luglio 2010

Summit di clan in ospedale
Troppa omertà a Mariano

MARIANO «Perché i nostri politici tacciono sulle sconcertanti notizie di cronaca giudiziaria sui noti fatti di 'ndrangheta che purtroppo stanno interessando la nostra regione, in particolare la Provincia di Como e anche la città di Mariano Comense?». La denuncia arriva dall'associazione "Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato" ed è rivolta direttamente agli amministratori locali "colpevoli", secondo l'associazione, di non aver detto nulla sul vertice che si è tenuto proprio all'ospedale cittadino Felice Villa (dove il Tribunale dei diritti del malato è presente), nella stanza 9 del paziente Salvatore Muscatello, 76 anni, considerato il capo del "locale" di Mariano e Cabiate della malavita calabrese. L'incontro, documentato dalle riprese dei carabinieri, avrebbe visto partecipare tutti i pezzi da novanta della 'ndrangheta lombarda per decidere la successione a uno dei capi, Carmelo Novella.
«Seguiamo con molta attenzione e crescente preoccupazione questi episodi - scrive in un comunicato Fernanda Donchi, responsabile cittadina di Cittadinanzattiva -: la differenza rispetto al passato è che oggi la criminalità organizzata non si manifesta con sparatorie o attentati, ma opera in modo sommerso controllando attività nei settori edili, ottenendo appalti nei lavori pubblici, infiltrandosi nei gangli vitali delle amministrazioni. E le indagini della Dia, con l'arresto di centinaia di persone, non bastano a tranquillizzare i cittadini». 
L'allarme diventa appello e allo stesso tempo un'accusa: «Tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e dare un contributo alla legalità e in questo senso è davvero inquietante il silenzio dei nostri politici. E' scioccante sapere che si vive a due passi dai luoghi in cui i clan mafiosi si sono trovati per spartirsi "gli affari", come si si trattasse di un incontro tra vecchi amici. Ci chiediamo fino a che punto il nostro tessuto economico è inquinato dai denari provenienti dai clan. Esortiamo i nostri politici a intervenire per creare un solido cordone sanitario che impedisca le infiltrazioni delle organizzazioni criminali. Prendano pubblicamente posizione e con l'azione amministrativa impongano nuove modalità, come ad esempio specifici patti di integrità territoriale, per verificare la correttezza nei lavori pubblici escludendo chi non dà garanzie idonee anche nella fase di esecuzione».
Alla denuncia di Cittadinanzattiva, una prima risposta arriva dall'assessore alla sicurezza Claudio Nogara: «Di certo non siamo quelli che stanno zitti di fronti a certi fatti, semmai il contrario - dichiara convinto -. Il problema è che noi amministratori non facciamo anche i poliziotti: quelli, piuttosto, continuiamo a chiederli sostenendo sempre con maggiore forza e convinzione la necessità di dotare il territorio del marianese di un commissariato di polizia».

l.barocco

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