Venerdì 17 Settembre 2010

La crisi sale in quota
Cai Cantù, addio rifugio

CANTU' A partire da gennaio, il rifugio Binate non sarà più in gestione al Cai Cantù. La decisione è già stata presa dal direttivo del Club Alpino locale, in virtù dell'entrata in vigore del federalismo fiscale. E ha creato qualche mugugno tra i soci più anziani, affezionati al rifugio a 1.300 metri, sopra Schignano, in Val D'Intelvi. In assenza di compratori, il Binate rischia di diventare un rudere abbandonato.
E' un problema comune anche ad altri rifugi. Per il Cai di via Dante, che si occupa di tenere aperta e in ordine l'ex caserma della guardia di finanza dal 1977, non poteva essere altrimenti. Questione di costi. A malincuore, l'unica soluzione parsa possibile, è stata quella di andarsene. A fine dicembre scadrà il contratto. Già pochi giorni dopo, il 10 gennaio, il Cai cittadino consegnerà al demanio le chiavi del rifugio. «Ci dispiace, ma è una conseguenza del federalismo fiscale – il punto di vista di Vinicio Verona, presidente del Cai Cantù – tutti i beni di proprietà statale, rifugi inclusi, a partire dall'inizio del 2011 ritorneranno al demanio. Non c'erano altre possibilità. L'unica, era quella di restare in affitto a un prezzo di 3mila e 260 euro all'anno. Un valore più che triplicato, se si considera che adesso si spendono meno di mille euro ogni dodici mesi. Ma soprattutto, entro quattro anni, per rispettare le normative imposte dalla Regione, avremmo dovuto spendere almeno 100mila euro». La stima del valore dell'immobile sembra elevata. «Nel nuovo anno, il demanio lo metterà all'asta a un prezzo di partenza di 242mila euro. Difficile che il comune di Schignano, le comunità montane o la Regione possano pensare di spendere una cifra del genere per acquistare il rifugio. Il Binate rischia di diventare un edificio abbandonato».
In parte, pesa anche la concorrenza commerciale dei dintorni. «Per la nostra socia che, durante la bella stagione, si occupa del bar e della cucina, non poteva più nemmeno essere un'attività – riferisce il presidente – prima di arrivare al Binate, sul percorso, c'è un ristorante, il rifugio Murelli e un agriturismo. Inoltre, in un anno, sono meno di cinque le persone di Cantù che salgono al Binate almeno tre volte. Si preferiscono mete nuove». Questo non significa che manchi un legame affettivo con il rifugio, sistemato nel corso degli anni con il lavoro volontario di alcuni soci storici. «Non tutti hanno preso bene la decisione, qualcuno non era d'accordo. Ma il consiglio ha votato per questa soluzione all'unanimità. Inevitabile». Domenica 17 ottobre, ci sarà la tradizionale castagnata autunnale del Cai Cantù. L'ultima per il Binate.

l.barocco

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