Martedì 01 Marzo 2011

Appiano, molotov e minacce
consegnate in Municipio

APPIANO GENTILE - Due bottiglie incendiarie davanti al municipio. L'inquietante “consegna” risale alla notte tra venerdì e sabato, quando sconosciuti hanno appeso due bottiglie riempite di benzina sulla maniglia dell'entrata secondaria del Comune. Sul vetro della porta è stato affisso un foglio con un messaggio, scritto in blu, dal contenuto intimidatorio: «Auto boom. Gomme boom. Boom, boom, boom». Non si sono limitati a depositarle in piena notte all'esterno del municipio, ma si sono introdotti nel cortile interno, approfittando o forse addirittura premeditando di agire quando ancora il portone d'accesso al Comune era aperto, sia per le normali attività associative, sia perché venerdì sera era convocato il consiglio comunale. Tanto è vero che a scoprire le due bottiglie incendiarie, è stato lo stesso sindaco Gianni Clerici, all'incirca una ventina di minuti dopo il Consiglio, al termine di una veloce giunta riunitasi appena chiusi i lavori consiliari, che si erano protratti fin quasi a mezzanotte. Nel dirigersi verso la vicina sede degli Alpini, il primo cittadino e gli assessori che erano con lui hanno avvertito un forte odore di benzina, seguendo il quale sono risaliti alle due bottiglie.
Il sindaco - cui a fine novembre fu recapitato un proiettile nella cassetta delle lettere del suo ambulatorio medico - pur senza sottovalutare l'accaduto, lo riconduce a: «Un gesto vandalico, sicuramente inqualificabile. Non ho la minima idea di chi possa essere il responsabile. Non ho ricevuto alcuna minaccia o richiesta. Per quella che è la normale attività amministrativa, non vedo motivi che giustifichino un simile atto. Al più potrebbe essere il gesto di qualcuno che ritiene di avere subito un torto da parte dell'amministrazione, o che è arrabbiato per qualche multa o patente ritirata. Non è escluso che sia frutto del generale clima di tensione politica. Sembra uno scherzo di bassa delinquenza. Non ho paura; gesti come questi infastidiscono, ma non m'intimidiscono, perché so di non avere fatto nulla di scorretto».

m.schiani

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