Martedì 08 Marzo 2011

Castiglione, uccise l'amico
a caccia: multato

BLESSAGNO .  Fu la stessa vittima, Alfio Bianchi Nosetti, 57 anni, operaio tessile di Argegno nonché appassionato cacciatore, a scagionare l'amico dal cui fucile era partito il colpo che avrebbe finito per ucciderlo. Era domenica 15 novembre 2009 e Nosetti entrava in una sala operatoria dell'ospedale di Gravedona, il ventre devastato dai pallettoni del compagno di caccia. Ebbe il tempo di confermare ai carabinieri che si era trattato di una fatalità, e alla stessa conclusione sono arrivati i magistrati e i giudici del tribunale di Como. Lunedì mattina, il gup Alessandro Bianchi ha condannato Alberto Rainoldi - cuoco frontaliere di Castiglione Intelvi, 47 anni - a un mese e 25 giorni di carcere, convertiti in una ammenda pecuniaria di 13.750 euro, davvero il minimo. Si è trattato di una sentenza applicata con la formula del patteggiamento - che già prevede la diminuzione di un terzo della pena cosiddetta "edittale" -, ulteriormente ridimensionata dal riconoscimento delle attenuanti generiche e dell'avvenuto risarcimento del danno, altra circostanza di cui i tribunali tengono generalmente conto in casi come questo. Il giudice ha comunque ritenuto di dover applicare il minimo della pena base prevista dal codice, dalla quale detrarre poi i vari sconti: Rainoldi era accusato di omicidio colposo, reato perseguibile con sanzioni che variano da sei mesi a cinque anni.
Idue cacciatori erano amicissimi. Quel giorno, tra i monti di Blessagno, procedevano in fila indiana: con loro c'era anche Luciano Rainoldi, dipendente delle Poste, nonché fratello di Alberto. Luciano era davanti, in mezzo c'era Alberto, ultimo era il povero Nosetti. Aveva piovuto, il sentiero era zeppo di fango e Alberto, che portava il fucile a tracolla con la canna rivolta verso l'alto, scivolò. Il calcio batte con violenza al suolo, un colpo partì e centrò in pieno l'ultimo della fila.

m.schiani

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