Domenica 21 Agosto 2011

Prosepio, manovra e "tagli"
visti da un sindaco a rischio

PROSERPIO Un sindaco a rischio taglio poco dopo le nove è nel bar del suo paesino arroccato sul monte e parla con i cittadini raccogliendo le loro impressioni. In diversi le chiedono di fare di tutto per mantenere l'identità della comunità, di non far sparire Proserpio. Lei, Elisabetta Fontana, cerca di tranquillizzarli anche sugli ultimi risvolti del decreto. Proserpio è a rischio, non è a rischio, chissà? Il timore c'è comunque, e cerca di spiegare che non si trattano così i piccoli comuni. Racconta di essersi occupata lei con un assessore di strappare l'erba al cimitero perché per i continui tagli lo stradino fa solo quattro ore al giorno.
«Il problema è che noi dobbiamo tirare la cinghia, ma dei tagli alla politica romana nel decreto non c'è traccia - spiega -. Noi contiamo poco ma costiamo anche poco, basta raffrontare gli stipendi di parlamentari e un consiglieri regionali. È vero che la riduzione dei parlamentari non si può fare per decreto perché serve una norma di rango costituzionale, ma ormai l'argomento è passato in secondo piano, non se ne parla più. La Costituzione riconosce e promuove le autonomie, il decreto si muove nella stessa direzione?».
Il sindaco non comprende, non si capacita: «Noi dobbiamo risparmiare sui servizi sociali ma non credo verranno tagliati i 445 tra deputati e senatori promessi, a cui si aggiunge uno stuolo di persone al loro servizio. C'è stata poi la polemica sui menù, con prezzi assurdi, non è sostenibile così questa politica. Si dovrebbero perlomeno garantire ai comuni i trasferimenti essenziali per fornire dei servizi, per sopravvivere. Manca poi una reale lotta all'evasione».
A Proserpio non si mangiano gli spaghetti alle alici a un euro e 60 centesimi, come al Senato, ma si strappa l'erba del cimitero: «Dopo che il nostro stradino è andato in pensione ne abbiamo preso uno ad ore, non potendo assumere, fa venti ore a settimana per 14mila euro da maggio a dicembre - spiega -. In quattro ore al giorno il cimitero è poco coperto e i cittadini, che giustamente tengono particolarmente all'area del camposanto, si lamentano. Io e un mio assessore facciamo quindi qualche ora a strappare le erbacee».
Il paese ha già provato l'unione dei servizi e teme l'unione dei comuni: il municipio di Castelmarte, il più vicino a Proserpio, è a tre chilometri: «Noi avevamo attivato una convenzione con Canzo ma è difficilissimo per un paese piccolo rapportarsi con un centro più grande e più importante, capitava che i nostri cittadini dovessero andare fino al municipio di Canzo. Se saremo costretti a fare un'unione finiremo in disparte, anche per la nostra posizione geografica».
Messi in disparte anche dal segretario comunale: «Sì, nessuno voleva occuparsi del paese. Siamo stati tre mesi alla ricerca di un segretario, ne abbiamo preso uno bravo e preparato, ma di prima nomina. Se tagliassero già solo parte dello stipendio dei segretari si risparmierebbe notevolmente».
                                                                                    Giovanni Cristiani

m.delsordo

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