Martedì 30 Agosto 2011

Cirimido, uccise la sorella
"Alterati i suoi geni"

CIRIMIDO - La giovane presenta delle «alterazioni» in «un'area del cervello che ha la funzione» di regolare «le azioni aggressive» e, dal punto di vista genetico, ha dei fattori «significativamente associati ad un maggior rischio di comportamento impulsivo, aggressivo e violento». È con questa motivazione che il gup di Como, Luisa Lo Gatto, condannando a vent'anni Stefania Albertani, 28 anni, la giovane donna accusata di avere ucciso la sorella Mary dandole fuoco e di avere tentato di ammazzare i genitori, ha deciso di riconoscerle un vizio parziale di mente, non solo sulla base di accertamenti psichiatrici ma anche di analisi neuroscientifiche e morfologiche sul cervello e sul suo patrimonio genetico.
«Si tratta del primo riconoscimento in Italia, e uno dei primi al mondo, in cui le neuroscienze vengono utilizzate per vagliare l'imputabilità», ha spiegato l'avvocato Guglielmo Gulotta, legale della Albertani. Stefania, nel maggio del 2009, uccise la sorella di 40 anni, il cui corpo carbonizzato fu scoperto solo due mesi dopo, e nell'ottobre successivo, quando per quel delitto era indagata "solo" a piede libero, tentò di strangolare la madre e di darle fuoco. Il giudice, nel riconoscere il vizio parziale di mente, fa sua una consulenza medica disposta dalla difesa.

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m.schiani

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