Venerdì 09 Settembre 2011

Erba e i furbetti dell'evasione
Non decolla il consiglio tributario

ERBA La manovra economica scommette sulla lotta all'evasione e nomina i comuni soggetto attivo nell'ardua impresa di far pagare i furbi. Nel maxi-emendamento presentato dal ministro Tremonti, anche la possibilità per gli enti locali di trattenere nelle proprie casse l'intera entità dei recuperi dall'evasione fiscale, a patto di istituire i consigli tributari entro la fine di quest'anno.
Se ciò non accadrà, i Comuni perderanno il treno per accedere ad un canale di risorse economiche non certo irrisorio. Ora l'ultima parola spetta alla Camera; dopodiché sarà cosa fatta.

Eppure la commissione tributaria era uno strumento per la lotta all'evasione che il governo aveva già dato ai comuni due anni fa. Un potere, a quanto pare, non sfruttato dai diretti beneficiari, visto che la maggior parte degli enti non lo ha mai messo in campo. Tuttavia, all'oggi, la manovra provvede a mettere alle strette le giunte, imponendo una scadenza perentoria.

«Saremmo anche in grado di istituire i consigli tributari - afferma Roberto Dugo, assessore erbese al Bilancio - se il governo centrale emanasse anche il regolamento che serve per capire quali sono i criteri con cui realizzarli. Necessariamente serve una normativa comune per nominare chi saranno le persone che dovranno far parte di questa commissione e i loro poteri. Quando circa due anni fa, era uscito il primo decreto in merito, tutte le amministrazioni locali attendevano di venire a conoscenza di un regolamento corredato. Di fatto oggi gli enti locali possono fare segnalazioni all'Agenzia delle entrate sul patrimonio immobiliare, ma non ci sono ancora le basi pratiche per istituire un organo collegiale di controllo».

Dugo stesso ricorda, ma è storia nota, che la prima istituzione di consiglio tributario fu un potere concesso alle singole amministrazioni già nel 1949. In quell'arco di tempo gli uffici pubblici possedevano in chiaro le dichiarazioni dei redditi dei propri cittadini e agivano di conseguenza.
La nomina dei Comuni come soggetto attivo negli accertamenti fiscali viene ribadita con norme successive negli '70 e '90.

Intanto, in questi due anni, all'ombra (o accodandosi ai ritardi centrali, con un fatalismo tutto italiano), i comuni sono il più delle volte rimasti in attesa di una normativa definita. A Erba si dichiara una disponibilità a patto che anche il ministero faccia i suoi passi.

«È vero - conferma il sindaco, Marcella Tili - l'emanazione di questi strumenti, come i consigli tributari, risale ad anni lontani. Le ultime disposizioni ministeriali sono state emesse nei primi anni '90, ma sono sempre rimasti in sospeso per la mancanza di un regolamento definito. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad uno dei possibili emendamenti proposti dalla maggioranza per la manovra. Ma tutto il documento dovrà ancora essere presentato in Senato, dopodiché si dovrà vedere cosa riporteranno i decreti attuativi. Se i regolamenti verranno aggiornati si vedrà il da farsi».
                                                                                       Veronica Fallini

m.delsordo

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