Mercoledì 07 Dicembre 2011

Nuovi insediamenti a Musso
Polemica: «Troppo cemento»

MUSSO La Vas (Valutazione ambientale strategica) del Pgt (Piano di governo del territorio) è sintomatica, secondo la minoranza consiliare, di un'eccessiva cementificazione in grado di stravolgere il paesaggio e l'assetto urbanistico di Musso. Parte dunque dall'opposizione una petizione che mira a richiamare l'attenzione degli enti competenti.

La critica prende il via dall'area della ex cava di marmo: «Un ambito di 26.200 metri quadrati è destinato a diventare per lo più residenziale» - osserva il consigliere Maria Bertera - «È del tutto incoerente quel che si afferma nella premessa della Vas, e cioè che si tratta di un comparto privo di elementi naturalistici e che l'intervento non interferisce con le relazioni visuali: verrà cancellata, in realtà, la veduta dei resti del castello e della cava, beni che invece andrebbero tutelati e resi fruibili al pubblico».

Ci sono poi due Piani integrati d'intervento ritenuti discutibili: «A 300 metri dal lago, in un'area verde di 3.300 metri quadrati dinanzi all'asilo, verranno edificati due immobili di nove metri di altezza e di cinquemila metri cubi complessivi» - fa notare l'esponente ell'opposizione - È un intervento che, di fatto, andrebbe a cancellare la frazione Terza, in contraddizione con le proposte introduttive della Vas, che vogliono tutelare le aree verdi esistenti».

«Un secondo piano integrato è previsto in un'area fortemente acclive, con conseguente forte impatto sulla visuale del paesaggio. Potrebbe ripetersi la terrificante esperienza del Mulinett di Campagnano, dove, nonostante la regolamentazione preveda un recupero e non uno stravolgimento delle strutture esistenti, tre enormi edifici di 14mila metri cubi non hanno lasciato alcuna traccia della vecchia filanda».

Esistono molte perplessità anche per il progetto di strada dal confine con Dongo a Genico: «Una strada che attraverserà una fascia ritenuta a forte rischio di smottamenti compromettendo anche il Giardino del Merlo» - afferma Maria Bertera - «Per il paese, oltretutto, non ci sarà alcun beneficio».

È in fase di distribuzione alla cittadinanza il documento da sottoscrivere, mentre ulteriore documentazione al riguardo è disponibile sul blog http://mussoferita.blogspot.com/

L'amministrazione, sottolinea il sindaco, Ugo Bertera, non svende il territorio, ma cerca semplicemente di favorire uno sviluppo serio: «Mi limito a sottolineare che il presunto scandalo della cava non è, in realtà, altro che il tentativo di recuperare un'area degradata di proprietà comunale e renderla fruibile per visitare i resti del castello, che non verranno toccati. L'idea è di realizzarvi un complesso turistico - ricettivo, e solo in parte residenziale, in modo che un paese con solo nove posti letto possa offrire di pernottare, per esempio, ai visitatori del futuro museo. Si tratta, fra l'altro, di una fascia già riconosciuta dall'ente Provincia come zona di espansione urbanistica».

«La minoranza contesta persino l'ipotesi di area verde attrezzata a lago» - conclude Ugo Bertera - «mentre la strada Genico - Dongo è solo un'altra ipotesi di cui si parla da trent'anni, utile in un'ottica di chiusura al traffico del centro storico del paese».
                                                                                         Gianpiero Riva

m.delsordo

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