Domenica 01 Gennaio 2012

Cantù, asili nido comunali
Scatta la caccia ai morosi

CANTÙ  - Non paghi la rette dell'asilo nido di tuo figlio? Il Comune chiede quanto gli spetta prima con le buone, poi con le cattive, leggi con tanto di avvocato per esigere il dovuto.
Decisione ratificata in questi giorni dalla Giunta comunale, che ha così individuato il legale al quale affidare l'incarico di rappresentare il Comune dei procedimenti civili intentati da piazza Parini per recuperare le rette inevase relative agli asili nido comunali.
Un fenomeno tutto sommato decisamente contenuto, che riguarda un numero di famiglie pari alle dita di una mano a fronte di circa 150 utenti. Il che significa al massimo qualche migliaio di euro da riscuotere.

Ma la questione non vuole essere né politica né punitiva, spiega il sindaco Tiziana Sala, semmai pratica: «Ci siamo semplicemente limitati ad adeguarci al regolamento adottato nelle strutture, che comprende appunto questa possibilità». Dalla ricognizione nei conti delle scuole riservate ai bimbi fino a tre anni d'età è infatti emerso che alcune rette relative agli anni dal 2008 al 2010 rimangono inevase.

«Si tratta solo di un provvedimento tecnico - prosegue Tiziana Sala - di equità tra le famiglie e rispetto per chi paga regolarmente». Anche perché il Comune prevede aiuti, differenziando le tariffe e prevedendo contributi. Lo stesso che accade con la mensa, dove è stata introdotta l'applicazione di tariffe agevolate, sei fasce per quei nuclei il cui Isee - l'indicatore di situazione economica equivalente - non superi i 10.000 euro.

E qui nell'anno scolastico 2010-2011 la morosità relativa ai buoni pasto è rimasta contenuta entro i mille euro, praticamente nulla, contro un'entrata di circa 720.00 euro. Un dato confortante, visto che altrove il buco del mancato pagamento dei buoni mensa da parte delle famiglie crea problemi notevoli alle casse delle amministrazioni comunali sempre più al verde, e porta inevitabilmente ad alzare le tariffe.

r.bianchi

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