Martedì 31 Gennaio 2012

Il Piano regolatore di Musso
scontenta anche gli archeologi

MUSSO Contro la pianificazione territoriale di Musso si muovono perfino gli archeologi. Figura infatti anche la Società archeologica comense, assieme alle associazioni "Chiave di Volta", "Pithekos" e "Italia Nostra", tra i firmatari di osservazioni alla Vas (Valutazione ambietale strategica) del Pgt (Piano di governo del territorio), lo strumento urbanistico erede del Piano regolatore generale. Tutti esprimono viva preoccupazione, soprattutto in relazione al progetto edilizio della cava, ma anche per altri complessi edilizi previsti.

Tra i firmatari dello osservazioni c'è anche l'architetto Darko Pandakovic, presidente di "Chiave di Volta": «Si tratta d'interventi troppo consistenti rispetto alla dimensione del territorio, distribuiti a pioggia in spazi che dovrebbero essere complemento dell'edificato e non serbatoio per attività immobiliare. Le trasformazioni, nel loro insieme, comportano un'alterazione dell'intero paesaggio altolariano, essendo percepibili fin dal promontorio di Bellagio».

Luigi Santambrogio, presidente regionale di "Italia Nostra", Giancarlo Frigerio, presidente dell'Archeologica, e Loredana Martinoli, presidente di "Pithekos", insistono soprattutto, come detto, sul progetto relativo alla cava, un insediamento turistico residenziale su un'area di 26mila metri quadrati. «L'area della cava, per la sua storia e morfologia, impone una ben più approfondita conoscenza e consapevolezza, per essere tutelata e valorizzata come patrimonio pubblico: mediante opere di piccolo calibro, di manutenzione e promozione turistica rivolte ad una fruizione sensibile e non invasiva. Vi sono numerosi esempi di riutilizzo di cave dismesse che hanno saputo valorizzare questi luoghi senza compromettere irreversibilmente la loro testimonianza storica specificità».

«Inserita in un contesto più ampio, la cava di Musso potrebbe far parte di un parco sovracomunale comprendente anche i resti del Castello del Medeghino, la chiesetta di Sant'Eufemia, il Giardino del Merlo e il tracciato dell'Antica strada Regina» - proseguono i firmatari delle osservazioni - «I servizi di ricettività per accogliere ed alloggiare l'afflusso di visitatori sono già presenti sul territorio. Possono venir potenziati con il recupero del patrimonio abitativo dismesso».

L'edificazione in frazione Croda (area di 2.080 metri quadrati con capacità insediativa di 685) viene giudicata come «mero consumo di suolo, privo di disegno ordinatore e potenzialmente compromettente per la valenza ambientale e paesaggistica del territorio». Il Piano integrato in frazione Terza (1.680 metri quadrati di edificazione) ha un indice di edificazione (1,5 metri cubi per metro quadrato) superiore agli indici di tutti gli altri ambiti e non è ritenuto giustificato da alcun intento di ridefinizione della morfologia della frazione. Per quanto riguarda il belvedere a lago, infine, l'area interessata «appare sproporzionata rispetto all'obiettivo enunciato».
                                                                                       Gianpiero Riva

m.delsordo

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