Sabato 11 Febbraio 2012

Saronno, sede Inail a rischio
«Pochi utenti agli sportelli»

SARONNO È a rischio la sede saronnese dell'Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro): nell'ambito della razionalizzazione in atto a livello nazionale, per ridurre i costi, gli uffici di piazza Caduti Saronnesi potrebbero chiudere i battenti.

La notizia si era diffusa negli ultimi giorni anche grazie all'intervento di esponenti del Partito socialista, che avevano sottolineato le gravi conseguenze che la perdita di un servizio così essenziale potrebbe avere non solo per la città, ma per l'intero bacino saronnese. Una sollecitazione subito colta dal sindaco, Luciano Porro, che si è fatto promotore di un incontro con Aniello Spina, direttore regionale Inail. «È stato un momento di confronto sicuramente positivo» - commenta il primo cittadino  - «Grazie a questo incontro sappiamo che la possibile chiusura arriverà solo al termine di una fase di analisi e valutazione».

Sono pochi, però, gli elementi a favore del mantenimento della sede saronnese, in uno storico edificio a pochi metri dalla stazione, che porta addirittura l'intestazione a caratteri cubitali sulla facciata, tanto da essere diventato un punto di riferimento per le indicazioni stradali in città. «Nonostante sia la sede di riferimento per l'intero comprensorio, annualmente a Saronno vengono avviate ed evase poco meno di undicimila pratiche» - prosegue infatti Porro - «Un monte lavoro davvero esiguo, se si considera che le altre sedi hanno una media che supera i ventimila casi».

Segnali non incoraggianti anche oltre l'aspetto quantitativo: «Il direttore ha sottolineato che ormai la maggior parte delle pratiche in caso di infortunio venga trattata per via telematica sia da parte del datore di lavoro, sia da parte dei dipendenti, soprattutto in zone come questa» - spiega il primo cittadino - «Proprio questo è uno degli spunti che più spingono ad una riorganizzazione degli uffici, soprattutto per quanto riguarda quelli amministrativi».

Diverse invece le considerazioni per l'ambulatorio, che si raggiunge da un accesso dedicato che si affaccia su via Pascoli: «La maggior parte delle prestazioni chieste alla struttura saronnese riguardano le visite. Da qui la nostra richiesta, vista la grande presenza d'industrie nel comprensorio, di mantenere almeno questo servizio». Una proposta che il direttore generale Spina ha deciso di prendere in considerazione: «Sarà necessario attendere la riorganizzazione completa della struttura per conoscere le sorti dello sportello saronnese» - sottolinea Luciano Porro - «ma Spina si è detto ottimista sulla possibilità di mantenere almeno l'ambulatorio».

Negli ultimi mesi il sindaco si è trovato a fare i conti con la necessità di salvare diversi servizi cittadini dalle riorganizzazioni, che puntano a risparmiare sui costi fissi riducendo sedi staccate. È il caso, oltre che dell'Inail, dell'ufficio del giudice di pace, per il quale Porro, sostenuto dal coordinatore dei giudici di pace, Erminio Venuto, ha iniziato una vera e propria crociata.
«Io e la mia amministrazione siamo fermamente convinti del ruolo di polo d'attrazione che la città degli amaretti ha nel Saronnese. I residenti dei comuni limitrofi "usano" l'ospedale, le scuole e tanti servizi che hanno sede sul territorio comunale» - conclude Porro - «Il nostro obiettivo non è solo quello di salvarli dai tagli, ma, se possibile, d'incrementarne la competenza, per migliorare il servizio reso alla collettività».
                                                                                                Sara Giudici

m.delsordo

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