Giovedì 01 Marzo 2012

Acqua pubblica, il Comitato vuole
un consiglio aperto a Saronno

SARONNO Firme per chiedere al sindaco, Luciano Porro, un consiglio comunale aperto in cui spiegare ai cittadini la posizione dell'amministrazione sul tema dell'acqua pubblica. Le ha raccolte il Comitato del Saronnese per l'acqua bene comune.

«Avremmo potuto chiedere il consiglio comunale aperto attraverso i consiglieri comunali, ma ancora una volta abbiamo preferito un esempio di democrazia diretta» - chiarisce il portavoce, Roberto Guaglianone - «Abbiamo richiamato in causa quel 51% dei saronnesi che aveva votato, nel giugno scorso, per l'acqua pubblica e che, avendo a cuore il problema, non ha esitato a mettere di nuovo la sua firma per chiedere chiarezza e il rispetto della sua volontà».

Il Comitato ha raccolto senza difficoltà le trecento firme necessarie per il consiglio comunale aperto ed il sindaco lo convocherà per lunedì 12 alle 20.30, nella sala "Vanelli" del palazzo dell'Insubria.

«È un'occasione unica» - commenta l'attivista Elena Casalini - «per dare l'opportunità ai cittadini di fare le proprie richieste all'amministrazione e parlare direttamente con cui guida la città, per chiedere il rispetto di quanto votato nel referendum di giugno». Ed il comitato ha già lanciato un appello al primo cittadino: «Auspichiamo che, dopo aver fatto di Saronno la città dei 30 all'ora, il sindaco Porro abbia il coraggio di farci diventare la prima realtà dopo Napoli a dare applicazione a quanto deciso dai cittadini» conclude Guaglianone.

In attesa della seduta aperta agli interventi del pubblico, il consiglio comunale si è riunito per affrontare l'introduzione dell'Imu (Imposta municipale unica), erede dell'Ici (Imposta comunale sugli immobili), e la modifica del regolamento per l'addizionale Irpef, per introdurre aliquote diverse in base alle diverse fasce di reddito. Se sul regolamento per l'Imu i consiglieri di maggioranza e quelli d'opposizione si sono confrontati soprattutto su problemi procedurali, sulla differenziazione delle aliquote dell'addizionale Irpef il dibattito è stata serrato.

Forte il no della Lega Nord per evitare di gravare ulteriormente sui cittadini, ma anche l'obiezione mossa dal consigliere del Pdl Enzo Volonté: «C'è il rischio che si creino grosse sperequazioni, che finiscano per incrementare l'evasione».

Un problema di cui la maggioranza si è detta cosciente, tanto che, anche se la variazione del regolamento è stata approvata, non è ancora stato deciso se l'addizionale verrà applicata e con quali aliquote. L'amministrazione si è presa infatti un altro mese di tempo per decidere l'applicazione dell'addizionale Irpef e le aliquote Imu.
                                                                                            Sara Giudici

m.delsordo

© riproduzione riservata