Martedì 02 Ottobre 2012

Sacco di posta abbandonato
Sei mesi al portalettere

SARONNO Sei mesi di carcere, pena sospesa, ed il pagamento delle spese di giudizio. A tanto il giudice unico Piera Bossi ha condannato il portalettere Paolo Meola, imputato d'interruzione di pubblico servizio e sottrazione e soppressione di corrispondenza per aver abbandonato un sacco pieno di corrispondenza in un boschetto di Caronno Pertusella.

Il processo si è concluso ieri con la deposizione dell'ultimo teste, Cosimo Fraccascia, colui che trovò il sacco in una mattina di ottobre del 2009. «Abito in zona e porto il mio cane a spasso in un boschetto fra via Oberdan, via Bainsizza e via Nino Bixio» - ha dichiarato l'uomo in aula - «Quella mattina vidi in lontananza una strana macchia chiara a cinque - sei metri dalla strada; mi avvicinai, vidi che era un sacco e capii che conteneva corrispondenza. Andai allora a riferire al comando dei vigili urbani».

«Tornai sul posto prima dell'arrivo dei vigili e trovai tre persone anziane, che avevano aperto il sacco e stavano cercando se c'era corrispondenza destinata a loro» - ha proseguito Fraccascia - «Li avvisai allora che appunto i vigili stavano arrivando».

Il difensore di Meola, avvocato Georgia Donadeo, ha chiesto al teste una precisazione sull'esatto luogo del ritrovamento. Il giudice, il legale ed i pubblici ministeri di udienza hanno poi consultato una planimetria realizzata per ricostruire meglio l'accaduto; la dottoressa Bossi ha allora dichiarato chiusa l'istruttoria e dato la parola alla pubblica accusa.

I pm di udienza hanno ritenuto provata la responsabilità di Paolo Meola nell'abbandono del sacco ed hanno ipotizzato che l'uomo, da poco in servizio, abbia agito per tener dietro ai ritmi di consegna: in una situazione definita di oggettiva confusione per la momentanea mancanza di un superiore, l'imputato avrebbe diviso in due il territorio a lui assegnato e recapitato la corrispondenza a giorni alterni in una e nell'altra metà. La pubblica accusa ha chiesto la condanna del portalettere ad otto mesi.

L'avv. Donadeo ha ricordato che Meola, come risulta da precedenti riscontri, era stato vittima di un incidente e sostenuto che, mentre l'uomo si era allontanato per informarne la direzione dell'ufficio postale, chiunque avrebbe potuto prendere il sacco e portarlo nel boschetto. Ha perciò chiesto il minimo della pena, con le attenuanti generiche; nell'emettere la sentenza il giudice ha accolto questa richiesta.
                                                                                     Maurizio Del Sordo

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