Martedì 03 Marzo 2009

Morto l'assessore Giudici
"Un amministratore capace"

ERBA Lunedì se è ne andato Antonio Giudici, conosciuto da tutti come assessore al Bilancio nella giunta di Marcella Tili, e più ancora per la sua lunga carriera di commercialista svolta presso il suo studio a Erba e a Como.
Ammalato da due anni si è spento all’età di 69 anni nella sua casa di Como, assistito dalla moglie e dalle tre figlie.
A detta degli amici più stretti è stato proprio l’attaccamento alla sua professione e in particolare a quest’ultimo impegno amministrativo, a dargli la forza di reagire ancora per tutto questo tempo alla malattia che lo ha a poco a poco consumato. Quasi eroico il suo sforzo negli ultimi tempi, per partecipare a tutte le assemblee a palazzo Mainoni, nonostante la malattia e le terapie lo rendessero estremamente debole.
«La scomparsa di Antonio Giudici - ha detto il sindaco Marcella Tili - è una gravissima perdita per la città di Erba. Era un amministratore capace e preparato, di grande valore, ma soprattutto un uomo nella sua accezione più nobile e completa.
Perdiamo un amico che amava Erba in modo profondo e totale. Fino a poche ore prima della sua scomparsa ha rivolto il suo pensiero alla gestione del Comune e al bilancio, in questi giorni al vaglio del consiglio comunale, che con enorme sforzo nelle ultime settimane aveva puntualmente redatto. Di lui ci mancherà la competenza di severo controllore delle casse del Comune, ma soprattutto la sua dedizione, la grande umanità, l’amicizia vera e sincera».
Marcella Tili era un’amica di vecchia data di Antonio Giudici, conosciuto 14 anni fa, nel momento in cui l’attuale primo cittadino si era da poco iscritta a Forza Italia e cominciava la sua attività politica. Antonio Giudici in quel periodo già avuto un incarico amministrativo, durante il mandato di Filippo Pozzoli, sempre come assessore al Bilancio. La sua competenza professionale è sempre stata la cifra dominante in tutta la sua vita. Nell’ultimo mandato aveva cambiato l’impostazione del bilancio erbese, in una direzione di contenimento delle spese, che seguiva uno schema di estrema chiarezza e trasparenza. Questo gli era stato riconosciuto anche da tutti i rappresentanti della minoranza, quando era stato il momento di prendere visione delle cifre da lui curate.
Da vero erbese, era però anche un uomo schivo e molto riservato. Un carattere di poche parole che però lasciava trasparire tutto il suo valore nella competenza professionale.
Veronica Fallini

a.savini

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